Coronavirus, in Liguria quasi raddoppiati i casi: sono 261, c'è il decimo decesso

Per Regione Liguria il picco arriverà «tra qualche settimana». Città deserta, poca gente in giro e tante serrande abbassate nel primo giorno di attuazione del nuovo decreto

Crescono i casi di coronavirus in Liguria, quasi raddoppiano: in 24 ore, da mercoledì a giovedì, i contagi accertati sono saliti di 76 unità, arrivando a 261 casi totali. Le persone decedute sono invece 10, l'ultima, una donna di 91 anni, morta all'ospedale San Martino.

Coronavirus: quanti sono i contagi in Liguria. La metà in ospedale

Dei casi conclamati, poco più della metà sono in ospedale (137, e dunque 28 in più rispetto a ieri, con 38 in terapia intensiva, 4 in più rispetto a mercoledì), mentre 125 sono in isolamento a domicilio. Anche i casi di sorveglianza attiva crescono e arrivano a 1.124 su tutto il territorio ligure, 59 in più rispetto ai numeri di mercoledì.

I pazienti ricoverati in ospedale sono così divisi:

  • Asl 1: 17 (di cui 2 in Terapia intensiva)
  • Asl 2: 31 (di cui 4 in Terapia intensiva)
  • San Martino: 28 in Malattie infettive, 15 in Terapia intensiva
  • Evangelico: 10 (di cui 7 in Terapia intensiva e 3 nel reparto Covid)
  • Galliera: 19 (di cui 4 in Terapia intensiva)
  • Gaslini: 1 (si tratta di un bambino di 11 mesi in buone condizioni, parente di un adulto positivo)
  • Asl 5: 16 (di cui 6 in terapia intensiva)

I pazienti in sorveglianza attiva sono invece così suddivisi su base territoriale:

  • Asl 1 - 222
  • Asl 2 - 299
  • Asl 3 - 191
  • Asl 4 - 139
  • Asl 5 - 273

«La curva della nostra task force viene rispettata - ha detto giovedì sera il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti - abbiamo alcuni spostamenti in terapia intensiva, ce li aspettavamo, ma ieri abbiamo iniziato anche a mandare cittadini a casa. Va avanti il dispiegamento di forze per aumentare la capacità ospedaliera del nostro sistema. Grazie alla Protezione Civile stiamo liberando spazi a Genova e a La Spezia per le dismissioni ospedaliere che prevediamo corpose soprattutto nel weekend per liberare spazi. La nostra vita è cambiata molto, ieri sera abbiamo visto le ulteriori norme restrittive del Governo, oggi si è chiarito che si è lasciati aperti i negozi che rispondono ai bisogni elementari della popolazioni, non solo cibo ma anche farmacie, ferramenta, negozi che possono tornare utili per i guasti in casa anche per le persone anziane o non pratiche, i negozi di elettronica per tutti coloro che devono avere pc, webcam e telefonini in efficienza. All'inizio della prossima settimana avremo dati che ci diranno se le nostre misure sono efficaci o no. Ci aspettiamo l'onda di piena, poi aspetteremo che l'"acqua" inizi ad abbassarsi».

L'età media dei pazienti positivi è di 64 anni, quella dei malati ricoverati è di 69 anni. I deceduti, come detto, in totale sono 10 in tutta la regione: giovedì mattina l'ospedale San Martino ha dato notizia del decesso di una donna di 91 anni, genovese, che si trovava ricoverata nel reparto Malattie Infettive e che aveva diverse patologie che hanno aggravato il suo quadro clinico.

Alisa procede intanto con la riorganizzazione dell'assetto ospedaliero per gestire il picco, atteso per le prossime settimane. Al San Martino dalla prossima settimana saranno attivati altri 12 letti al secondo piano del Monoblocco, dedicati proprio alla Rianimazione. Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive, ha inoltre annunciato che è stato attrezzato un ambulatorio per le urgenze extra Covid-19 in un’area sicura e isolata dal resto del reparto, e che è stato attrezzato un corner separato dalla “zona rossa” del reparto per la distribuzione dei farmaci anti virali.

È inoltre in corso la valutazione per l’identificazione di un reparto “buffer”, dove ricoverare nel caso pazienti positivi di bassa priorità, in attesa di trasferimento verso altre strutture del territorio.

«Non c’è nessuno a oggi che rischia di non avere cure appropriate in caso di bisogno perché abbiamo aumentato i posti letto - ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti -. Le visite urgenti sono garantite a tutti, tutto ciò che non è urgente lascia spazio al picco epidemico che ancora crescerà, di molte centinaia di unità, pensiamo che il picco possa arrivare nelle prossime settimane, avremo una scia lunga di alcune settimane, molto dipenderà dalle misure che abbiamo messo in campo, se tutti faranno il loro dovere la scelta dovrebbe scendere tra qualche settimana, in caso contrario non scenderà».

Strutture residenziali, accessi dei familiari a discrezione del personale

Per contenere i contagi ed evitare che si diffondano tra le fasce più debole di popolazioni, anziani e ammalati, Alisa ha inoltre ribadito alle direzioni sanitarie delle strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (Rsa), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, di adeguare le indicazioni operative al reale bisogno dell’utenza fragile ospitata, e dunque limitare al massimo gli accessi e solo se necessari.,

Alisa ha chiesto inoltre alle strutture residenziali di ricevere copia delle disposizioni adottate in materia di regolamentazione degli accessi.

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Toti e Bucci: «Insieme ce la faremo, seguiamo le indicazioni nazionali»

La giornata di giovedì 12 marzo è stata segnata anche dalle complicazioni dell'entrata in vigore del nuovo decreto annunciato dal premier Giuseppe Conte che prevede misure ancora più restrittive, tra cui la chiusura dei negozi, dei bar e dei ristoranti.

Giovedì mattina il governatore ligure, Giovanni Toti, e il sindaco Marco Bucci hanno mandato un messaggio ai liguri e ai genovesi raccomandando di adeguarsi alle norme contenute nel decreto nazionale e a non farsi prendere da panico e paure, confermando di essere costantemente in contatto con la cabina di regia nazionale per gestire non solo l'emergenza sanitaria, ma anche tutti ciò che è strettamente legato all'applicazione del nuovo decreto dell'11 marzo che impone misure ancora più restrittive.

«Stamattina ci siamo riuniti con tutti i sindaci della Liguria, e ieri abbiamo fatto una riunione con quelli italiani - ha detto il sindaco Bucci - Ci siamo tutti allineati, la catena di comando in questa situazione di crisi parte dal governo, arriva alle Regioni e si trasferisce ai sindaci, quindi limiteremo al massimo le ordinanze sindacali per restare allineati e non generare confusione. Garantiamo che la catena di comando funzioni come ha funzionato sino a ora, il momento non è facile e c’è bisogno della collaborazione di tutti, dei cittadini di Genova e della Liguria».

Il sindaco ha poi rivolto un appello a chi popola e ravviva il tessuto economico, messo così a dura prova dall'emergenza sanitaria e dai provvedimenti adottati per contenerla: «È un momento di rallentamento, mi rivolgo quindi agli imprenditori, a chi lavora nel commercio, nel turismo: è il momento di preparaci, vogliamo uscire da questa emergenza più forti di come eravamo prima, dobbiamo prevedere e programmare quello che dovrà succedere, dobbiamo avere l’opportunità di essere il paese che riuscirà a guadagnare da questa situazione e a uscirne meglio degli altri. L'unico modo per farlo è pensare in anticipo, programmare e prepararci. Sono certo che da questa crisi usciremo più forti di prima».

Protezione Civile, Gambino: «Impegnati in ricerca strutture protette e fornitura pasti a chi è in quarantena»

Il Comune di Genova con la sua Protezione Civile sta supportando la Regione e Alisa nella gestione del coronavirus. Come confermato dal consigliere delegato Sergio Gambino approntando attività e supporto logistico ad Asl e strutture ospedaliere, reperimento di strutture affinché i degenti e le persone in quarantena possano superare questo momento di difficoltà, supportiamo anche la Asl e la Protezione Civile per la fornitura dei pasti alle persone che devono stare in quarantena.

A Mele la famiglia di un contagiato autorizza la diffusione del nome

Da segnalare il caso "virtuoso" di Mele, dove la famiglia di un uomo risultato positivo al coronavirus ha autorizzato il Comune a diffondere il nome, per avvisare tutti coloro che possono essere entrati a contatto con il malato. Il gesto è stato molto apprezzato dalla comunità del paesino, che ha ringraziato su Facebook la famiglia che si è messa a disposizione rinunciando alla privacy.

Coronavirus, nuovo decreto: chiudono anche negozi, bar e ristoranti, code ai tabaccai

Il nuovo nuovo decreto (che si può leggere integralmente in fondo all'articolo) del premier Giuseppe Conte ha imposto, come detto, misure ancora più stringenti per contenere il contagio da coronavirus. La stretta riguarda tutta Italia e che chiuderanno tutti gli esercizi commerciali - negozi, pub, ristoranti, bar, parrucchieri, estetisti - con l’eccezione esclusiva dei supermercati e dei negozi che vendono generi di prima necessità, delle farmacie e delle para farmacie.

Restano garantiti i servizi pubblici essenziali tra cui i trasporti e i servizi di pubblica utilità come banche, uffici postali e assicurativi, con la raccomandazione reiterata di non fare alcuna corsa ai supermercati: «Non è necessario, resteranno tutti aperti». Aperte anche le edicole e i tabaccai, anche se nella serata di mercoledì, subito dopo il discorso del premier Conte, in tanti si sono precipitati ai distributori automatici di sigarette nel timore di trovarli chiusi dal giorno successivo, con conseguenti code.

Chiusi anche tutti i mercati all'aperto, che dovrebbero necessariamente essere recintati e ad accesso controllato per garantire la giusta distanza.

Coronavirus, una nave come struttura per dimissioni protette e quarantena

«Confermiamo che stiamo discutendo della predisposizione di una unità navale per ospitare pazienti che devono trascorrere un periodo in isolamento perché malati, ma che non necessitano di ricovero ospedaliero - ha detto Toti - o per pazienti che sono guariti, ma hanno bisogno di un periodo di dimissioni protette. Stiamo approfondendo con Asl 3 di Genova e la task force di Alisa di predisporre una nave da crociera o di un traghetto Msc».

«La Rsa Viale Cembrano è stata già confermata struttura di Protezione Civile - ha aggiungo l'assessore Giacomo Giampedrone - I ragazzi della Gnv finiranno domani la quarantena, e da venerdì mattina la rsa diventerà struttura di Protezione Civile per casi di persone dimesse e in quarantena. Attendiamo l'ok alla scuola penitenziaria di Cairo Montenotte, che potrebbe essere l'hub del ponente, i sanitari hanno già dato l'ok e anche la Protezione Civile, potrebbe garantirci altri 50 posti in disponibilità». 

«L’ipotesi Nave Cavour dipende dalla Marina Militare, abbiamo detto che il porto di Genova è pronto ad ospitarla, dovrà decidere la cabina di regina nazionale, saremo lieti di facilitare se dovremo dare una mano. Abbiamo ribadito la nostra disponibilità a tutte le regioni per essere d’aiuto, compatibilmente con la nostra sanità e la nostra possibilità».  

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Coronavirus, aumentano i controlli su spostamenti e auto-certificazioni

L'assessore comunale alla Legalità, Stefano Garassino, ha confermato di avere dato disposizioni affinché la proprietà della polizia Locale sia quella di controllare che le persone non creino assembramenti e che le misure contenute nel decreto siano rispettate.

Nei giorni scorsi agenti dotati di megafono hanno pattugliato le strade in cui si sono riscontrate più persone in giro - via Sestri, ma anche il lungomare di Voltri e corso Italia - per invitare a «restare a casa in ottemperanza al decreto». Impegnati nei controlli anche polizia, Polfer e carabinieri, che hanno già fatto scattare le prime denunce.

Toti: «Abbiamo bisogno di ognuno di voi»

Poco prima della mezzanotte di mercoledì, anche il presidente di Regione Liguria ha preso la parola con una diretta Facebook per commentare le nuove e più stringenti disposizioni e cercare di rassicurare i cittadini, chiedendo loro di rispettare le norme anti-contagio.

«Un pensiero va a quegli uomini e a quelle donne che certamente domani saranno al fronte rischiando del proprio: medici, infermieri, operatori sanitari, personale di protezione civile, molti dei quali volontari. Ognuno deve essere consapevole e orgoglioso del proprio ruolo. E deve essere generoso e coraggioso: abbiamo bisogno che le fabbriche producano, che gli alimentari diano il cibo, i farmacisti le medicine, gli uffici pubblici preparino le pratiche dei rimborsi e della casse integrazione e gli aiuti alle famiglie e ai cittadini che avranno bisogno di sostegno. Abbiamo bisogno che giornalisti e gli operatori della comunicazione continuino a informare con puntualità e precisione. Abbiamo bisogno di ognuno di voi».

«Agli altri chiediamo il sacrificio, neanche troppo gravoso, di stare in casa per il bene di tutti - ha proseguito Toti - Il primo pensiero di ogni cittadino oggi deve essere: "cosa posso fare io per il mio paese?" non può essere invece: "perché io, perché proprio io devo andare avanti?". Se avessero ragionato così i nostri bisnonni, nonni e genitori oggi non vivremmo nel grande paese democratico che siamo: nessuno avrebbe combattuto per costruire questa Italia, dagli eroi del Risorgimento ai partigiani. Proprio le nostra generazione, che non ha mai vissuto guerre e tragedie epocali dei secoli scorsi, e si è trovata molti diritti senza bisogno di lottare e guadagnarseli deve dimostrare di essere all’altezza. E tenere oggi una fabbrica aperta o un ufficio funzionate non equivale al sacrificio dei fanti sul Carso o alle montagne della Resistenza, consentitemelo. Dobbiamo essere coscienti che è il momento della responsabilità e del dovere. Sia il piccolo dovere di stare a casa, sia il dovere grande di uscire per mandare avanti l’eredità che abbiamo ricevuto. Cerchiamo tutti, chi ha paura, chi ha il peso della responsabilità di scelte gravi, chi ha l’impegno di salvare vite, chi ha semplicemente il compito di tenere acceso un filo di speranza, cerchiamo tutti di essere all’altezza della eredità di chi ha fatto l’Italia per noi. Lo dobbiamo alle generazioni passate, alle generazioni future e alla stima che dobbiamo continuare ad avere per noi stessi. Lo dobbiamo al nostro passato e al nostro futuro».

Amiu sospende Ecovan, Ecocar e altri servizi

Alla luce dei provvedimenti nazionali, Amiu ha annunciato che è sospeso il servizio di Ecovan e di Ecocar, insieme ad altri servizi. Chusi anche gli uffici Tari, disponibili a distanza alla mail tari@amiu-genova.it e al numero 800184913

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