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Coronavirus, chiusi negozi, bar e ristoranti: le misure si inaspriscono

Il premier Giuseppe Conte ha preso la parola poco prima delle 22 per annunciare un ulteriore giro di vite alle abitudini quotidiane. Restano regolarmente aperti supermercati, alimentari, farmacie, poste e banche: «Siamo lucidi e ragionevoli, i risultati li vedremo tra due settimane»

A 48 ore dall’emanazione del decreto “Io resto a casa”, che ha applicato le misure in vigore in Lombardia e in altre 14 province e in tutta Italia, il premier Giuseppe Conte è tornato a parlare alla cittadinanza per annunciare che i provvedimenti che tutti gli italiani dovranno adottare per  contenere il contagio da coronavirus si fanno ancora più stringenti, anche alla luce della dichiarata pandemia da parte dell'Oms.

Il premier ha preso la parola alle 21.45, annunciando, come previsto, che la stretta riguarda tutta Italia e che chiuderanno tutti gli esercizi commerciali - negozi, pub, ristoranti, bar, parrucchieri, estetisti - con l’eccezione esclusiva dei supermercati e dei negozi che vendono generi di prima necessità, delle farmacie e delle para farmacie. La linea è simile a quella delle richieste delgovernatore della Lombardia, Attilio Fontana, che aveva chiesto uno stretto giro di vite per contenere il contagio.

Restano garantiti i servizi pubblici essenziali tra cui i trasporti e i servizi di pubblica utilità come banche, uffici postali e assicurativi, con la raccomandazione reiterata di non fare alcuna corsa ai supermercati: «Non è necessario, resteranno tutti aperti». Aperte anche le edicole e i tabaccai. 

Il premier Conte ha anche annunciato l’imminente nomina di un commissario per gestire la risposta sanitaria, medica e ospedaliera di emergenza, individuato in Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, l’agenzia nazionale per gli investimenti e lo sviluppo di impese, che avrà il compito di coordinare il funzionamento del settore sanitario e le attrezzature necessarie per potenziarlo.

«Ho fatto un patto con la mia coscienza - ha detto Conte - al primo posto c’è e ci sarà sempre la salute degli italiani. Solo pochi giorni fa vi ho chiesto di cambiare radicalmente le abitudini di vita, la stragrande maggioranza degli italiani ha risposto in modo straordinario, quando ho adottato queste misure ero consapevole che sarebbe stato solo il primo passo e non l’ultimo. Siamo consapevoli che in un paese grande come il nostro c’è bisogno di un adeguamento graduale, l’Italia rimarrà sempre una zona unica, protetta, ma rispondono la chiusura di tutte le attività commerciali e di vendita al dettaglio con l’eccezione dei generi di prima necessità, farmacie e para farmaciae. Chiudiamo negozi, bar, pub e ristoranti con la possibilità di fare consegne a domicilio, chiudono i parrucchieri e gli estetisti, incentiviamo tutto ciò che può consentire di restare a casa, e dunque smart working, ferie e congedi retribuiti e agevolati».

Le fabbriche e le industrie, come detto, possono continuare l’attività, ma devono assumere protocolli di sicurezza per proteggere i lavoratori e adottare misure per reggere questo momento.

Banche e poste restano dunque aperte, continua la filiera agricola, ma «la regola madre rimane la stessa - ha detto Conte - Gli spostamenti devono essere limitati alle attività lavorative, ai motivi di salute e ai motivi di necessità, è importante essere consapevoli che abbiamo iniziato da poco a cambiare le nostre abitudini, l’effetto del nostro grande sforzo lo vedremo solo tra un paio di settimane. Nessuno può pensare che già domani avremo i risultati, per avere gli effetti sperati dovremo aspettare 14 giorni, se i numeri dovessero continuare a crescere, cosa probabile, non significa che dovremo prendere misure più stringenti».

Il premier ha lanciato un appello al senso civico e alla responsabilità, incassando il consenso di tutte le forze politiche italiane, e ha ribadito che «non deve essere una corsa cieca verso il baratro, dobbiamo essere lucidi, misurati e responsabili».

Anche la Liguria, dunque, dovrà adeguarsi a quanto stabilito con il nuovo decreto, come confermato dal presidente Giovanni Toti poco prima della diretta di Conte: «Tra poco potrebbero arrivare dal Governo misure più restrittive. La Liguria applicherà quanto deciso nella convinzione che da questa emergenza si debba uscire lavorando insieme. La salute dei cittadini viene prima di tutto ma occorre garantire anche futuro alla nostra Italia».

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