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Treni, polemica in Regione sugli abbonamenti a rate

In attesa di scoprire se Trenitalia accetterà di consentire ai viaggiatori di pagare l'annuale poco alla volta, è scontro tra l'assessore regionale ai Trasporti, Gianni Berrino, e il capogruppo del Partito Democratico Raffaella Paita

L’inizio anno all’insegna degli aumenti, anche per quanto riguarda i servizi ferroviari, è al centro di una nuova polemica che vede schierati da una parte Raffaella Paita, capogruppo del Pd in Regione, dall’altra Gianni Berrino, assessore regionale ai Trasporti. Oggetto del contendere, la possibilità - che Trenitalia deve ancora confermare - di pagare a rate l’abbonamento annuale per tutti coloro che non si possono permettere di saldare il dovuto in un’unica soluzione, proprio alla luce dei nuovi aumenti. 

«Dopo la nostra lettera dei giorni scorsi, abbiamo saputo che le Ferrovie stanno ragionando sulla possibilità di rateizzazione dell'abbonamento annuale - aveva fatto sapere Paita in una nota - Inoltre gli aumenti previsti da questo mese non riguarderanno le Cinque terre e i ticket integrati sulla tratta metropolitana genovese. Un risultato importante che, grazie anche alla mediazione del Pd, accoglie alcune richieste storiche dei pendolari».

Immediata la replica di Berrino, che ha fatto sapere che «sulla possibilità di rateizzazione degli abbonamenti annuali, Regione Liguria e Trenitalia stanno lavorando da settimane per vagliare la praticabilità di una legittima istanza dei pendolari, richiesta da anni, e che sarà affrontata anche nel tavolo del prossimo 11 gennaio. Se si arriverà a una rateizzazione degli abbonamenti, il cui costo comporta un esborso di alcune centinaia di euro in un’unica tranche, sarà una vittoria dei pendolari e di questa giunta che ha preso a cuore una problematica, disattesa per 10 anni dalle giunte Pd. Pertanto invito la consigliera Paita a evitare dichiarazioni fuorvianti, volte solo a strumentalizzare politicamente il lavoro fatto da altri e per altro condite da inesattezze macroscopiche». 

Una secca smentita è poi arrivata anche sulla questione riduzioni sui biglietti nelle Cinque Terre: «Non è di certo grazie al Pd se si è arrivati a cancellare i 4 euro per il periodo invernale: questo risultato è stato raggiunto in sede di tavolo tecnico con associazioni e comitati e poi incluso nel nuovo contratto di servizio con Trenitalia. Anche per quanto riguarda il nodo di Genova - e non l’area metropolitana come la Paita afferma con superficialità e dimostrando scarsa conoscenza dell’argomento trattato - solo grazie all’impegno economico di Regione e Comune, con un esborso complessivo di circa 8 milioni di euro, si è potuta garantire continuità al biglietto integrato senza aumenti, a 1 euro e 50 centesimi». 

E in attesa di scoprire se Trenitalia accetterà di andare loro incontro con il pagamento rateale, i pendolari tracciano un bilancio dell’anno appena trascorso, definendolo “tutto sommato positivo”, come fanno sapere le associazioni: rispetto all’anno scorso sono stati limati 2.282 minuti di ritardo, che la media di ciascuna corsa è scesa di ben 34 secondi a corsa e che la percentuale di puntualità entro i 5’ è salita dal 64% al 67%. Se nel 2015 avevano una media “verde” (ovvero entro i 5’) solo 10 treni, nel 2016 13 treni hanno registrato una media entro i limiti di puntualità e sono compresi in questo elenco virtuoso tutti i 9 treni del mattino.

Elementi degni di particolare nota, secondo le associazioni, sono la firma del nuovo contratto di servizio per il trasporto regionale, che dovrebbe comportare un miglioramento dello stato dei convogli, e la gestione degli Intercity Milano-Genova, anche se, sottolineano i pendolari, l’attenzione e la cura dedicata, non sempre queste sono sufficienti a fronteggiare macrocause di disagio (capacità della linea e impianti blocco porte) non risolvibili se non attraverso investimenti strutturali. E la possibilità di pagare a rate l’abbonamento annuale acquista particolare importante proprio per i pendolari della tratta Genova-Milano, che - sul regionale - dovrebbero sborsare in un’unica soluzione 1.472,60 euro, che salgono a oltre 1.600 se si aggiunge la Carta TuttoTreno che consente di salire anche su Intercity e Frecce.

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