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Case popolari e stranieri discriminati, si accende la polemica

I consiglieri regionali Rossetti e Candia attaccano: "Comune e Regione contro i più deboli", replica l'assessore Scajola: "Abbiamo triplicato il numero di alloggi che ogni anno vengono messi a disposizione dei cittadini più fragili"

Si accende la polemica politica dopo la notizia della sentenza del Tribunale di Genova che ha accertato il carattere discriminatorio della condotta tenuta dal Comune in occasione del bando 2020 per l’accesso agli alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica, ndr) nei confronti dei cittadini stranieri, ai quali veniva chiesta una maggiore documentazione rispetto agli italiani. Il ricorso era stato presentato da Associazione per gli studi giuridici sull'Immigrazione (Asgi) e Avvocati di Strada. La sentenza ora obbliga l'amministrazione a modificare il bando e quindi a rifare le graduatorie. 

"Stranieri discriminati", da rifare il bando per le case popolari

Pippo Rossetti, consigliere regionale del Partito Democratico, commenta: "La sentenza conferma che Comune di Genova e Regione Liguria sono andati contro le norme sapendo di farlo, consapevoli di voler discriminare i più deboli. Si tratta - sottolinea Rossetti - della seconda sentenza contro le disposizioni regionali, la prima aveva già costretto il Comune di Genova ad ammettere in graduatoria gli stranieri che avevano già presentato domanda, ma esclusi per assenza di documenti. Ora dovranno essere riaperti i termini del bando, quello che si sarebbe dovuto fare fin da subito, per permettere a tutti gli aventi diritto - anche alle persone straniere che per assenza di documenti non avevano presentato la domanda - di poter accedere alle graduatorie. Inoltre, quando la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla questione di legittimità del requisito dei 5 anni di residenza per l’accesso agli alloggi Erp, previsto dalla legge regionale, bisognerà anche rifare tutti i bandi e le graduatorie. Dimostrazione che l’azione ideologica, strumentale e discriminante della Regione alla fine colpisce tutti".

"Oggi ci troviamo di fronte a molte case pubbliche vuote - conclude il consigliere regionale del Pd - mentre le richieste di alloggio sono sempre più in crescita. Restringere i criteri di accesso riduce solo apparentemente le liste di attesa, ma determina l'abbandono alla disperazione di decine di famiglie e persone fragili". 

Selena Candia, consigliera regionale della Lista Sansa, ha aggiunto: "Escludere gli stranieri dai diritti sociali è un atto ignobile di pura propaganda con gravi conseguenze verso persone fragili. Eppure Regione Liguria e Comune di Genova lo hanno fatto, discriminando i più deboli nei bandi per gli alloggi pubblici. Le case devono essere date a chi ha più bisogno, deve essere questo il criterio che guida la pubblica amministrazione. Non è niente di sconvolgente: per rispettare i diritti di tutte e tutti basta seguire la nostra Costituzione".

A stretto giro di posta è arrivata la replica dell’assessore regionale all’Urbanistica e all’Edilizia Marco Scajola.

"Periodicamente - si legge nella nota - il consigliere Rossetti per ricordarci della sua presenza in consiglio regionale interviene su temi delicati su cui farebbe meglio tacere, vista la sua non brillante esperienza amministrativa. Non dimentichiamoci infatti che il consigliere in questione ha pensato e realizzato la famosa operazione di cartolarizzazione degli immobili di Arte Genova, creando così un disavanzo economico alle casse dell’Azienda regionale territoriale per l’edilizia che impedì all’Ente, all’epoca, di realizzare quegli alloggi popolari che da tanto tempo i cittadini aspettavano".

"Con il nostro lavoro, da 7 anni - conclude Scajola - stiamo recuperando il tempo perduto e i danni gravi inflitti da chi ci ha preceduto. Abbiamo triplicato il numero di alloggi che ogni anno vengono messi a disposizione dei cittadini più fragili ed è questo l’obiettivo della nostra legge di assegnazione delle case, garantire tutti coloro i quali hanno bisogno di assistenza, secondo criteri di giustizia e di rispetto delle regole".

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