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Ordinanza anti movida, i pubblici esercizi: «Le modifiche? Un trabocchetto»

Per Confesercenti, l'incontro dello scorso 29 novembre finalizzato a illustrare le variazioni al provvedimento non è stato né chiarificatore né utile: «I cambiamenti sono ulteriormente peggiorativi»

«Un trabocchetto»: così i titolari dei pubblici esercizi del centro storico hanno definito l’incontro organizzato lo scorso 29 novembre dal sindaco Marco Doria per illustrare le modifiche alla tanto contestata “ordinanza anti movida”, variazioni che per Fiepet Confesercenti sarebbero «se possibile, ulteriormente peggiorative».

Nello specifico, la giunta Doria ha deciso di mantenere invariato l’orario di chiusura di bar, ristoranti e pub - all’una dalla domenica al venerdì, alle due il venerdì, il sabato e i prefestivi - consentendo però ai titolari di iniziare a pulire e sistemare i locali dopo il coprifuoco, con l’intenzione di consentire ai pubblici esercizi, soprattutto quelli con dehor all’esterno, di tenere aperto sino allo scattare dell’ora X senza incorrere in sanzioni. Tra le altre modifiche c’è poi l’inclusione nella “zona rossa” di via della Mercanzia, il divieto di riapertura prima delle 5 del mattino, unificato per tutti, così come quello di vendere bevante in vetro e lattine dalle 22 alle 6: cambiamenti che per le associazioni di categoria non andrebbero affatto incontro alle loro esigenze, come chiesto più volte, ma anzi aggiungerebbero ulteriori difficoltà

«L'incontro avuto martedì 29 novembre con il sindaco Doria e parte della giunta, che avrebbe dovuto essere preparatorio ad una modifica dell'ordinanza anti movida, si è rivelato piuttosto un trabocchetto - è stato il commento di Cesare Groppi, segretario Fiepet Confesercenti - Quello adottato dall'amministrazione è un metodo di lavoro negativo, non essendoci stata la sincera disponibilità ad intraprendere un percorso condiviso».

«L'allargamento del perimetro dell'ordinanza e l'introduzione di un nuovo divieto che impedisce l'apertura prima delle 5 del mattino finiscono infatti con il danneggiare anche le attività che forniscono un servizio a cittadini e viaggiatori quali, ad esempio, i chioschi antistanti la stazione di Principe - ha spiegato Groppi - Inoltre, non solo non è stata accolta la nostra richiesta di consentire l'ultima consumazione di cibo e bevande oltre l'orario limite per le somministrazioni, ma non è nemmeno stata fatta chiarezza su quale sia il tempo effettivo a disposizione dei locali per lo sgombero dei dehors. I problemi, dunque, restano tutti sul tavolo, e saranno oggetto di discussione durante la prossima riunione dell'Osservatorio, sede istituzionale in cui ci sarà finalmente possibile formalizzare le nostre proposte per la modifica dell'ordinanza».

Doria, d’altro canto, aveva sin da subito messo in chiaro l’intoccabilità delle ordinanze, soprattutto per quanto riguarda gli orari unificati di chiusura anticipata. E pur avendo accettato di incontrare i gestori dei pubblici esercizi e di aprire un dialogo, dalla sua parte ha sempre avuto, sin dall’entrata in vigore dei provvedimenti, lo scorso maggio, una buona fetta dei residenti del centro storico, che si sono detti soddisfatti di quanto ottenuto sino a oggi con l’applicazione dei divieti. Non resta che vedere che cosa deciderà il Tar, cui si sono rivolte le associazioni di categoria: dopo avere negato la sospensiva del provvedimento, dando ragione a Doria, il tribunale amministrativo regionale deve adesso emettere il giudizio di merito.
 

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