menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Movida, il sindaco Doria difende l'ordinanza e scatta la raccolta firme

Dopo il sopralluogo nel centro storico insieme con il nuovo questore, e l'appoggio di una parte di residenti, il primo cittadino scarta l'ipotesi di ritirare il provvedimento. E da commercianti e gestori dei locali monta la protesta

Dopo le proteste e il ricorso al Tar, la raccolta firme: i commercianti e i titolari dei pubblici esercizi del centro storico non mollano, e sulla tanto contestata ordinanza “anti movida” continuano a combattere a colpi di petizioni e appelli sui social network. L’ultimo arriva dal Civ di Piazza delle Erbe, che ha annunciato che a partire da venerdì 14 a venerdì 28 ottobre in tutti i locali della zona verranno raccolte firme perché «il centro storico non si riduca a un deserto buio senza attività commerciali, senza controllo e in mano alla delinquenza”.

L’iniziativa arriva all’indomani dal secco commento del sindaco Marco Doria alla richiesta, espressa dalle associazioni di commercianti, di ritirare l’ordinanza in vigore dallo scorso maggio (che, ricordiamo, prevede la chiusura dei pubblici esercizi non oltre l’una dalla domenica a giovedì, alle due venerdì e sabato, e dei minimarket alle 21), e lavorare a un'altra versione condivisa: «Il comune non intende modificare gli orari di chiusura indicati nell’ordinanza», ha detto il primo cittadino al termine di un sopralluogo nei vicoli in compagnia del nuovo questore Sergio Bracco, forte anche delle firme (oltre 1.300) raccolte dai residenti favorevoli invece all’ordinanza.

Che, di fatto, con la chiusura anticipata dei minimarket ha contribuito a dare un giro di vite alla vendita di alcol nel centro storico. Ma per i titolari e i gestori dei pubblici esercizi, abbassare le saracinesche in anticipo, soprattutto con l’arrivo della stagione autunnale, in cui i vicoli tornano ad animarsi dopo la “pausa” estiva, causa danni non soltanto al tessuto economico della zona, ma anche a quello sociale. Da qui la decisione di raccogliere a loro volta delle firme e riunire tutti coloro che desiderano «una movida sana, senza eccessi, con controlli, e non la chiusura dei locali».

Tra le richieste, già espresse durante l’ultima riunione di Ascom, Confesercenti e rappresentati delle associazioni di zona, «investimenti da parte della civica amministrazione perché la rete commerciale viva anche di giorno, forze di polizia in presidio fisso che abbiano ragione sia dei comportamenti maleducati sia dello spaccio, e la pulizia che manca e il decoro che da tempo viene meno».

«Il sindaco ignora le aziende e i tanti cittadini che riconoscono il ruolo delle attività e dei circoli che accendono una luce nella città vecchia garantendo il presidio e la sicurezza del territorio. Dimostriamogli che sbaglia - prosegue il Civ di Piazza delle Erbe su Facebook, dove ha lanciato la raccolta firme - Contiamoci. Dimostriamogli quanti genovesi vogliono che il centro storico viva e che la zona della movida non segua il destino di Pre', dove i negozi chiusi hanno lasciato da anni spazio alla criminalità e al degrado sociale ed economico, allo spaccio e alla delinquenza. Dobbiamo recuperare quella zona, non ridurre nelle stesse condizioni l'area della movida».

Grande attesa, intanto, è riservata al verdetto del Tar, cui sempre i commercianti hanno presentato ricorso chiedendo la sospensiva dell'ordinanza. I giudici del tribunale amministrativo regionale l'hanno negata, ma il giudizio di merito è atteso entro Natale.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Caligo, parla l'esperto: «Ecco come mai stavolta il fenomeno è così intenso»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

GenovaToday è in caricamento