Stefano Quaini, Idv: meritocrazia per le nomine dei direttori Asl

Con un comunicato Stefano Quaini Idv pone le basi per una costruttiva discussione intorno alla procedura per le nomine dei direttori Asl

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Lunedì in terza commissione è iniziato l’iter circa il provvedimento legislativo “Misure per migliorare la qualità e la trasparenza nelle procedure di nomina e di valutazione dei direttori generali delle aziende sanitarie regionali."

 “L’attuale normativa che regola le nomine è sicuramente valida - spiega Stefano Quaini , consigliere regionale IdV e presidente della commissione Sanità in Regione Liguria – ma per noi è necessario un ulteriore passo in avanti in direzione della meritocrazia. Si tratta di un provvedimento di assoluta priorità, in grado di definire un nuovo assetto per le nomine dei dirigenti delle Asl, spesso gestite dalla politica e in cui risulta difficoltoso un controllo stringente sull’operato."

"L’introduzione dell’idea di A.S.L. guidate da un “manager” nasceva dal tentativo di porre rimedio alla lottizzazione politica in cui si erano impantanati i vecchi “comitati di gestione”, ma, come gli eventi di questi anni hanno dimostrato, la nuova gestione ha determinato un effetto opposto a quello atteso. In questi termini, l’approccio della presente proposta di legge parte da un orientamento diverso dagli atti derivanti dalla legge, con l’intento di assicurare l’effettività alle procedure di valutazione dei Direttori generali e di attivare la dialettica degli interessi in campo, costituiti dai Comuni e dalle Associazioni degli utenti dei servizi, evitando in tal modo il rischio di dare una risposta d’immagine, demagogica e non di sostanza che si concentri prevalentemente sulle procedure di nomina. Il principio alla base è quello di tentare di separare i Direttori generali dal loro legame con il potere politico."

In questa direzione si muove la presente proposta di legge che si caratterizza per quattro punti che tendono a incardinare un vero meccanismo di valutazione del sistema e, quindi, dei Direttori generali e della politica di governo regionale:  

a)     Passaggio obbligatorio in III commissione per discutere nel merito il procedimento valutativo  

b)     assegnazione degli obiettivi obbligatoriamente prima del ciclo di valutazione;  

c)      cicli di valutazione per monitorare il percorso di mandato;  

d)     coinvolgimento delle Conferenze dei Sindaci nelle fasi di programmazione, valutazione, riprogrammazione e riconoscimento del ruolo del Consiglio regionale, che si esercita tramite l’espressione di un parere obbligatorio da parte della competente Commissione consiliare;  

e)     istituzione di un soggetto, il Nucleo di Valutazione Regionale del sistema sanitario, anche con competenze esterne e con possibilità, anche ispettive, sulle attività nelle fasi extra valutative, composto da cinque membri di cui:   - un membro di nomina del Presidente della Giunta regionale;  - il Preside della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Genova;   - un manager aziendale con competenze specifiche in management sanitario;   - un clinico extra Regione Liguria;   - un clinico di fama nazionale.  

“Tutto ciò – prosegue Quaini - può permettere di strutturare una cultura di governo della valutazione, attraverso una metodologia ed una continuità operativa. Occorre che il ripensamento critico investa anche la Conferenza dei Sindaci. Affinché i poteri che spettano alle Conferenze dei Sindaci non rimangano una mera petizione di principio, è necessario che, per il concreto esercizio dei nuovi poteri, i Sindaci dispongano di un supporto tecnico adeguato che li renda autorevoli interlocutori delle Aziende e della Regione."

"Si tratta di costituire un apparato di supporto alla Conferenza dei Sindaci dotato di uno staff tecnico e di un sistema di relazioni, in primis con il nuovo soggetto (il nucleo di valutazione del sistema sanitario regionale) che consenta di accedere direttamente ai dati di gestione del bilancio e della contabilità analitica per centri di costo e di disporre dei report del controllo di gestione e dei dati epidemiologici."

In altre parole, il modello dovrebbe consentire di espletare al  meglio la funzione di controllo pubblico dell’economia aziendale da parte dei poteri locali oltreché dei competenti organi regionali. Tutto ciò nel rispetto delle competenze e delle responsabilità che la legge attribuisce agli organi di controllo e agli organi di gestione, senza commistione di ruoli.

Ciò porterà ad un arricchimento complessivo del modello gestionale delle aziende sanitarie, con l’inserimento di elementi di maggiore dialettica nel sistema aziendale tali da avvicinarlo al modello delle imprese dotate di ampia partecipazione sociale, in modo da far conseguire importanti miglioramenti gestionali e risparmi significativi di risorse finanziarie.

"In ultimo, ma non per questo meno importante, è significativo prevedere un rafforzamento del ruolo dei cittadini utenti del Servizio Sanitario regionale, a completamento della piena e totale trasparenza dell’attività amministrativa, che si realizza tramite l’istituzione di un apposito spazio nel sito web aziendale ove i cittadini utenti del Servizio Sanitario regionale possano esprimere il grado di soddisfazione sugli operatori sanitari delle Aziende sanitarie di riferimento relativamente a puntualità, reperibilità, disponibilità al dialogo, completezza delle informazioni, organizzazione e, sui medici ospedalieri, relativamente ai tempi di attesa qualità percepita delle prestazioni”. 

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