Politica Corso Libero Longhi

A Moneglia doppio voto e doppio "no": il mercato non si sposta

Nella cittadina del levante ligure i cittadini sono andati alle urne anche per decidere il destino del mercato rionale. Che rimarrà nella sede di corso Liberio Longhi

Non solo modifiche alla Costituzione e riforma Renzi-Boschi: in Liguria, nello specifico a Moneglia, domenica 4 dicembre i residenti sono stati chiamati a votare anche per un altro referendum, quello sulla collocazione del mercato settimanale, che alla fine rimarrà dov’è, e cioè in corso Libero Longhi.

Un doppio "no", dunque, da parte dei monegliesi: oltre il 60% dei votanti ha espresso parere negativo alla riforma costituzionale (in linea con la tendenza della provincia genovese e dello stesso capoluogo ligure), e il 54% degli aventi diritto, pari a 974 persone, ha rifiutato anche lo spostamento del mercato della domenica, optando per tenerlo nell’attuale sede, scelta che comporta la modifica del progetto di arredo urbano. I voti restanti si sono divisi in 324 per lo spostamento in piazza Caduti di tutte le guerre, e 175 per lo spostamento in largo Europa.

Il referendum era stato fortemente voluto e indetto dal sindaco Claudio Magro, e molti cittadini hanno deciso di raccogliere l’invito a deliberare non soltanto sulle modifiche alla Costituzione, ma anche sul mercato, nonostante le proteste di chi riteneva la questione troppo "locale" per ricorrere a questo particolare tipo di strumento elettorale.

Soddisfazione è stata invece espressa da Confesercenti, i primi a chiedere che il mercato rimanesse nella sua sede: «È una vittoria per la nostra associazione, che fin dall’inizio ha appoggiato gli operatori in questa battaglia, ma soprattutto è una vittoria per tutti gli ambulanti - ha fatto sapere in una nota Daniele Mignacca, coordinatore di Anva Confesercenti Tigullio - Nel ringraziarla per aver sempre sostenuto la soluzione del referendum, chiediamo ora all’amministrazione di onorare l’impegno a pubblicare il prima possibile i bandi per il rinnovo delle concessioni, il cui termine è fissato al 31 dicembre».

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