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Iren, approvata la delibera sul nuovo statuto tra la rabbia dei lavoratori

Consiglio comunale infuocato quello andato in scena a Tursi per deliberare sul provvedimento sul cosiddetto voto maggiorato: contestazioni al consigliere Sel Chessa e a Doria, che ha puntato il dito contro un «fatto gravissimo e lesivo per la democrazia»

Si annunciava un consiglio Comunale all’insegna della tensione, e in effetti lo è stato, quello che si è tenuto ieri a Palazzo Tursi per deliberare sul nuovo statuto di Iren, approvato tra le proteste dei lavoratori che hanno invaso la Sala Rossa, contestando soprattutto il sindaco Marco Doria e Leonardo Chessa, capogruppo di Sel in Consiglio, favorevole al provvedimento che prevede il cosiddetto "voto maggiorato", che durante il suo intervento è stato fischiato e insultato, costringendo a un’interruzione dei lavori.

«Con il "voto maggiorato" garantiamo il controllo pubblico di Iren, il Comune di Genova non ha intenzione di vendere le azioni: con ben 11 consiglieri su 13 nominati dai Comuni nel Cda, altro che privatizzazione», ha spiegato Doria, che ha poi duramente condannato la contestazione dei lavoratori: «Non voler ascoltare un punto di vista legittimo e diverso è un fatto assolutamente grave - è stato il commento - Si è impedito a un consigliere di svolgere il suo intervento, un fatto gravissimo e lesivo per la democrazia». 

L’approvazione della delibera sul nuovo statuto è stata approvata con 17 sì, 9 no e 8 astenuti (34 i consiglieri presenti): favorevoli Pd, Lista Doria, Sel, Possibile e Udc; contrari FdS, M5S, Progresso Ligure, i consiglieri del Gruppo Misto (Mario Baroni e Salvatore Mazzei); astenuti Percorso Comune, Forza Italia, FdI-An, Ncd, Lista Musso e il consigliere del Gruppo Misto Francesco De Benedictis, mentre la Lega Nord al momento del voto ha abbandonato l’aula. 

La delibera, in particolare, prevede la sostituzione di un articolo dello statuto di Iren secondo il quale "i Comuni devono avere il 51% delle azioni", con un altro articolo che prevede invece che i Comuni siano impegnati ad avere il 50% più uno dei diritti di voto in assemblea, introducendo appunto il "voto maggiorato": una scelta finalizzata a favorire la partecipazione di tutti gli azionisti, permettendo a quelli pubblici di mantenere il controllo della società anche in caso di cessione di parte delle azioni. 

Un provvedimento che per i sindacati, e per i consiglieri contrari, non tutelerebbe gli interessi dei lavoratori e dei cittadini né garantirebbe la qualità del servizio: «Nonostante il verbale sottoscritto a Torino con i sindaci contenente importanti impegni da noi condivisi che riguardano relazioni sindacali e appalti di Iren, qui si è registrata una contraddizione da parte del Comune – ha fatto sapere Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Genova – Iren non rispetta gli accordi sulle assunzioni, ostacola il confronto sulla riorganizzazione del Gruppo e mette in pericolo anche gli operai edili degli appalti, vittime delle scelte dei mancati indirizzi dell'amministrazione. Occorre sospendere i bandi gara per consentire l'immediata attivazione del confronto. Non consentiremo la perdita di un solo posto di lavoro».

Dal Pd, intanto, è arrivata la solidarietà al consigliere Chessa, con Alessandro Terrile e Simone Farello, rispettivamente segretario e capogruppo del Pd in Consiglio, che hanno fatto sapere che «fatti come questo vanno oltre la loro specificità e il livello del "tono": gli attacchi personali sono un limite che non va mai valicato e l'anticamera della violenza politica, sono qualcosa che sta fuori dalla dialettica democratica anche accesa. Al consigliere Chessa non va solo la nostra solidarietà, ma il riconoscimento di una persona che ha sempre difeso le sue idee con rigore, senso delle istituzioni e rispetto delle persone».
 

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