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Saluto romano a Cogoleto, Bucci: «Condanno il gesto, ma no alla gogna mediatica»

Il sindaco prende la parola in consiglio Comunale in risposta a un articolo 55 presentato dal Movimento 5 Stelle. E cita gli Scout, sottolineando che «all'odio non si risponde con altro odio»

«Quello che è illegale è illegale e va perseguito, ma non è compito del sindaco ma della giustizia»: così il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha risposto in consiglio comunale a un ordine del giorno “fuori sacco” presentato dal Movimento 5 Stelle in cui gli si chiedeva di prendere una posizione netta su quanto accaduto in consiglio comunale a Cogoleto, quando tre consiglieri hanno alzato il braccio durante una votazione riproducendo il saluto romano.

Bucci è stato interpellato da diversi consiglieri dell’opposizione, che hanno ribadito la necessità di sentire il sindaco condannare pubblicamente quanto successo dopo che il sindaco ha definito i consiglieri in questione “tre besughi che hanno fatto qualcosa di intollerabile”. Per parte dell’opposizione, parole troppo blande se rapportate al gesto, accuse cui il sindaco ha replicato con alcune citazioni: la lettera pubblica di due anni fa in cui ribadiva di essere “antifascista come anticomunista e contro i regimi totalitari che annullano la libertà”, e la lettera di commento diffusa dai capi Scout di Cogoleto.

«Con questa lettera io sono molto d’accordo», ha detto Bucci, citando alcuni passaggi della lettera di Agesci in cui si parla di combattere l’odio ma anche la gogna mediatica, perché “all’odio non si risponde con latro odio”.

«Nella lettera si parla di cambiamento - ha concluso il sindaco - Ecco, noi stiamo lavorando per cambiare tante cose, e sarò estremamente contento se a maggio 2022 avremo cambiato anche il modo in cui ci rapportiamo a queste cose».

«Noi abbiamo dato la risposta migliore - aveva chiarito Bucci in risposta alla consigliera del Pd Cristina Lodi - nel fare, non comunicati ma cose. Abbiamo fatto un bellissimo ricordo del centenario dalla nascita di Teresa Mattei, e ricordiamo anche i cento anni del Partito Comunista Italiano, lo facciamo come amministrazione comunale perché è un dovere nostro ricordare quello che è importante nella storia di Genova, senza riferimento politico, ma con riferimento storico. Ho sempre detto che con la giunta sono il sindaco di tutti, e questa mi sembra la risposta migliore».

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