Cronaca

Omicidio di San Biagio, domiciliari per Alessio Scalamandré

Il gip ha concesso la misura di detenzione tra le mura di casa per il giovane di 28 anni che lunedì sera ha ucciso il padre, il 62enne Pasquale, al culmine di una lite

Arresti domiciliari per il 28enne Alessio Scalamandré. La decisione del gip è arrivata dopo l’ultimo interrogatorio su quanto accaduto nell’appartamento di via Garrone, a San Biagio, dove il ragazzo viveva con il fratello di 20 anni e dove, lunedì sera, è stato ucciso Pasquale Scalamandré, 62 anni, padre di Alessio e del fratello Simone.

A colpire a morte il 62enne è stato proprio il figlio Alessio: il giovane, che ha chiamato la polizia poco dopo l’accaduto, ha raccontato di essere intervenuto per disarmare il padre dal matterello che teneva in mano per colpirlo, e di averlo colpito a sua volta. Ha riferito anche di temere per la sua incolumità e per quella del fratello, oltre che per quella della madre, che per anni è stata la vittima delle violenze del marito, tanto da chiedere e ottenere un ordine restrittivo.

Per il gip Angela Nutini, dunque, Alessio può essere scarcerato e attenere l’evoluzione dell’inchiesta ospite di amici di famiglia, perché non sussisterebbe il pericolo di fuga. Allo stesso modo, però, il gip non si è detto d’accordo con la tesi sostenuta dall’avvocato del 28enne, Luca Rinaldi, che ha avanzato la legittima difesa. Per il gip, i colpi inferti a Pasquale Scalamandré eccedono la legittima difesa.

Gli amici di Alessio Scalamandré, intanto, si sono nuovamente stretti intorno al giovane: «Alessio ha ottenuto gli arresti domiciliari da parte del gip. Sono davvero felice per questo, mi trema il cuore dalla gioia - ha fatto sapere il presidente del Municipio Medio Ponente, Federico Romeo, firmatario di una lettera aperta di sostegno al giovane -  A nome di tutti i firmatari della lettera, ci teniamo a ringraziare ogni persona per l’enorme sostegno arrivato in queste ore. La strada è lunga ma noi siamo al fianco di Alessio e sappiamo che non siamo soli. Siamo pronti a ogni iniziativa di sostegno, fino a chiedere la grazia al Presidente della Repubblica qualora fosse necessario».

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