Giornata Europea dei Parchi, l’appello delle associazioni ambientaliste

Parchi ed Aree protette della Liguria possono giocare un ruolo strategico per uno sviluppo sostenibile della Liguria: «È necessario prima di tutto che la Regione Liguria proceda al rinnovo della Governance dei parchi regionali»

Parchi ed Aree protette della Liguria possono giocare un ruolo strategico per uno sviluppo sostenibile della Liguria. Lo sostengono Federparchi, Legambiente, Cai e WWF che, nella Giornata Europea dei Parchi sottoscrivono un appello a Regione Liguria per chiedere un rilancio delle attività legate alla difesa delle zone di tutela che possono trasformarsi in vero motore di sviluppo sostenibile in un periodo nel quale è fondamentale rilanciare il settore del Turismo.

Le Associazioni Ambientaliste nel giorno in cui, in tutta Europa, si riflette sul futuro dei Parchi e delle Aree protette chiedono che quelle zone vengano considerate anche in Liguria come risorse per le Comunità che le abitano e difendono.

«Sono ogni giorno più evidenti le conseguenze sociali ed economiche provocate dalla crisi pandemica globale; in questa “fase 2” da poco avviata i Parchi naturali della Liguria sono impegnati ad un ruolo strategico: palestre di benessere e di esercizio fisico e mentale, luoghi dove  ripristinare, con la vita all'aperto nel rispetto delle regole del distanziamento, un corretto rapporto con l’ambiente, strumento fondamentale per gestire una  ripartenza ispirata ad un nuovo modello di sviluppo rispettoso della biodiversità».

Quale futuro per le aree protette della Liguria?

«Nell’ultimo decennio amministrativo regionale, caratterizzato da giunte di diverso colore politico, i Parchi della Liguria hanno subito molte aggressioni, ed è stato frequente il tentativo di sminuirne ruolo, peso e dimensioni, a partire dall’iniziativa, poi rientrata, dell’accorpamento in un unico Ente, per proseguire con disegni di legge che ne prevedevano la soppressione, come nel caso del Parco Montemarcello Magra Vara (salvato poi dalla mobilitazione in sua difesa e dal no all’abolizione anche all’interno della stessa maggioranza che governa la Regione Liguria) fino alla L.R. 19/2019 che ha cancellato l’istituzione del previsto Parco del Finalese,al discutibile “Masterplan” proposto per l’isola di Palmaria ed all’irrisolta questione del Parco Nazionale a Portofino».

Secondo le associazioni di difesa dell’Ambiente il momento è propizio una rinnovata strategia di sistema per le nostre aree protette. «La crisi “Covid 19” ha dimostrato che il futuro dovrà essere incentrato sui temi della sostenibilità ambientale e della salute, che si sono intrecciati in maniera evidente con il tema della pandemia; serve quindi la capacità di non limitare gli obbiettivi alla sola tutela e gestione del territorio da un punto di vista naturale ma di estenderli all'azione necessaria a promuovere sinergie con l’agricoltura, il turismo, la ricerca e la cultura, con le Istituzioni, gli Enti locali, le Associazioni: sinergie che dovranno ampliare se non creare ex novo azioni concrete di sviluppo per il settore agricolo e zootecnico e per il turismo, con la valorizzazione di nuove professioni legate all’uso corretto dell’ambiente». 

Le proposte delle associazioni di difesa dell'Ambiente

«Occorre lavorare ad un’idea nuova di turismo, qualitativo e sostenibile ma non elitario, che favorisca la conoscenza delle bellezze liguri senza sovraccaricare il territorio, operi in stretta connessione con le filiere produttive ed acquisti la capacità di offrirsi in modo convincente ai potenziali fruitori. Va quindi ripensata la mobilità, che dovrà essere “slow” e rispettosa dei luoghi: a piedi, in bicicletta, a cavallo, in natura e negli itinerari storici e culturali dei nostri borghi, con la consapevolezza che il distanziamento imposto dalle misure restrittive non sarà di breve durata». 

WWF, Legambiente e Cai, firmatarie dell’appello chiedono che: «Venga data centralità, da subito, ai progetti che i Parchi hanno elaborato, nella prospettiva di un post emergenza: dalle iniziative di pulizia, manutenzione e segnaletica dei sentieri, all’investimento di  adeguate risorse sul turismo sostenibile, sulla bioeconomia (agricoltura, selvicoltura e zootecnia, pesca), rafforzando con i necessari presidi finanziari le filiere produttive di qualità ed a basso impatto di CO2 già esistenti e che possono essere più facilmente riattivate».

«È necessario prima di tutto che la Regione Liguria proceda al rinnovo della Governance dei parchi regionali - scrivono le associazioni - i cui CDA sono scaduti da mesi, con 4 Enti commissariati e quindi in condizione di svolgere esclusivamente l’ordinaria amministrazione: c’è bisogno di insediare quanto prima i nuovi CDA perché tutte le aree protette siano in grado di lavorare a pieno ritmo, in un contesto di sistema con la Regione e Federparchi».

«Occorre istituire un Piano per l'educazione ambientale, destinata a diventare supporto fondamentale alla didattica formale, in luoghi e spazi sicuri: la rete dei centri di educazione ambientale (CEA) liguri da decenni impegnata su questi temi, è pronta a fare la sua parte. È infine necessario che lo Stato, che nel Decreto Rilancio ha inserito nelle ZEA (Zone ambientali economiche) i Parchi nazionali, allarghi l’iniziativa ad aree protette regionali ed aree marine protette».

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«I Parchi sono laboratori di sperimentazione per il futuro, ed il loro contributo è fatto di proposte  ambiziose ma concrete e realizzabili, che hanno bisogno certamente di risorse economiche finalizzate, ma ancor più di politiche lungimiranti che sappiano raccogliere la sfida del tempo e trasformarla in opportunità per territori diversi tra loro - la costa spesso congestionata e le aree interne prostrate da uno storico disagio - ma tutti comunque uniti dall’aspirazione a sentirsi protagonisti degli obbiettivi e delle speranze del loro Parco e della loro Regione».

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