Covid, il coprifuoco per frenare il contagio: cosa succede nelle zone rosse. Ospedali in affanno

Quattro zone tra centro storico, Sampierdarena e Certosa individuate come critiche per numero contagi e assembramenti: divieto di circolazione dalle 21 alle 6. Gli ultimi provvedimenti e la situazione negli ospedali

Code alla Commenda per i test rapidi

La situazione «è preoccupante», e i liguri devono «aiutarci moltissimo»: martedì sera l’appello è arrivato da Giovanni Toti, presidente della Regione, e da Marco Bucci, sindaco di Genova. Città in cui i nuovi casi di coronavirus crescono stabilmente a tre cifre da giorni, con un picco, quello di martedì, mai raggiunto prima.

Ben 907 i casi positivi registrati martedì, 762 nel territorio della Asl 3. E se è vero che anche i tamponi sono cresciuti vertiginosamente - 6.061 - e che è necessario comunque fare distinzioni importanti tra sintomatici, asintomatici e chi necessita di cure in ospedale e in terapia intensiva per avere il polso dell’andamento dell’epidemia in Liguria, i numeri sono comunque preoccupanti, appunto. Perché a calcolo di percentuale, martedì i positivi, sui tamponi fatti, erano di un soffio sotto il 15% in Liguria, con un altro balzo in avanti dei ricoveri, che passano a 537 di cui 31 in terapia intensiva.

Pronto soccorso e ospedali in affanno

I pronto soccorso cittadini, d’altronde, riflettono in modo spietato la crescita dei contagi: da giorni ormai gli accessi sono aumentati, la Regione ha attivato i due ospedali covid dedicati - Evangelico di Voltri e Micone di Sestri - le tende triage covid sono ormai davanti a tutti i poli ospedalieri e le ambulanze si rincorrono, restando a volte anche in coda, per portare pazienti che nella stragrande maggioranza dei casi hanno sintomi covid. 

Alcuni, molti dice Alisa, provenienti dalle rsa: mercoledì mattina il San Martino stava visitando 68 persone (20 in codice rosso, quello più grave), ne aveva 25 in attesa di visita, e 11 in osservazione breve intensiva. Al Galliera di pazienti in visita alle 11.30 ce n’erano 57, (oltre una decina con il codice più grave), 17 quelli in osservazione breve intensiva. Non meglio al Villa Scassi: meno pazienti in visita o in attesa, ma ben 75 in osservazione breve intensiva, esattamente come lunedì. Alisa e Asl 3 hanno predisposto intanto un nuovo ambulatorio per tamponi rapidi a Teglia per coprire la Valpolcevera, altra zona in cui la circolazione del virus è alta e in cui è necessario effettuare uno screening: la stessa cosa era stata decisa, lo scorso 12 ottobre, per il centro storico con l'ambulatoriod della Commenda.

«Abbiamo una pressione sugli ospedali che comincia ad essere esponenziale, con il superamento della soglia di attenzione - ha detto Filippo Ansaldi, membro della task-force covid di Alisa - La cosa è evidente soprattutto per i posti di media intensità».

La nuova ordinanza in vigore a Genova: coprifuoco in 4 zone

Regione e Comune sono corsi ai ripari con una nuova ordinanza che serra ancora di più una morsa che per molti è stata troppo lieve: per quattro zone rosse individuate attraverso una mappatura scatta il coprifuoco dalle 21 alle 6, il che significa che non si può uscire di casa senza una meta, vietato fermarsi con qualcuno nelle strade considerate rosse. 

La decisione vale per due aree del centro storico (il cuore, quello che comprende via dei Giustiniani e via San Bernardo, sede della movida, e la zona che comprende Pré e Maddalena), una a Sampierdarena (zona via Cantore) e una a Certosa, zone in cui si sovrappongono due caratteristiche: il virus circola con maggiore potenza, e vi è un concreto rischio di assembramento. La speranza è che con un “mini-lockdow” notturno e selezionato si possa dare tregua agli ospedali, rallentando la diffusione del contagio.

Le regole precise, per queste zone, arriveranno in giornata, dopo un ulteriore confronto con il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e con il prefetto di Genova, Carmen Perrotta. Di certo al momento si sa che invece in tutta la regione non ci si potrà fermare per strada in gruppi: «Sarà vietato fermarsi all'aperto in gruppi di più di una persona - ha spiegato Toti - si potrà uscire, camminare sui tragitti casa-lavoro, andare nei negozi o nei ristoranti, ma non si potrà stazionare per strada, abbiamo bisogno da parte di tutti i cittadini del massimo rigore e della massima attenzione già a partire da questa sera».

Per quanto riguarda i bar e i ristoranti, alla luce di quanto anticipato, non dovrebbero esserci modifiche sostanziali per quelli nelle zone rosse. Dopo le 21 potranno servire i clienti con le modalità stabilite dal dpcm del 18 ottobre, e cioè solo con servizio al tavolo, per restare aperti fino alle 24, in caso contrarioi si chiude. Non si può aprire  l’apertura prima delle 5 del mattino, il cibo da asporto potrà essere acquistato fino alle 24. È obbligatorio per gli esercenti esporre all'ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale.

Didattica a distanza per metà studenti delle superiori 

Anche sulle scuole ci sono novità, con un adeguamento da parte della Regione a quanto stabilito nel nuovo dpcm: didattica a distanza a rotazione per gli studenti delle superiori per alleggerire il trasporto pubblico.

«Da lunedì prossimo chiediamo alla direzione regionale di passare alla didattica a distanza per tutti gli anni delle superiori - ha confermato Toti - a esclusione della prima per almeno il 50% degli studenti che frequentano quegli istituti, ovvero a rotazione».

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