Covid, nuove regole in Liguria: alle superiori lezioni a casa a rotazione, "coprifuoco" in 4 zone di Genova

Nuova ordinanza regionale che stabilisce anche il divieto totale di assembramento. Il sindaco Bucci ha invece annunciato la chiusura di strade nel centro storico, Certosa e Sampierdarena

Arriva la stretta anti Covid in seguito allo sbalzo esponenziale di contagi nella nostra Regione. Durante la consueta conferenza stampa sull'andamento del coronavirus, il presidente Giovanni Toti ha annunciato una nuova ordinanza in concerto con il Comune e il Ministero della Salute. «Oggi abbiamo numeri significativi che confermano la crescita in tutta la Regione, come peraltro in tutta Italia», ha detto il governatore. «Stiamo per firmare una nuova ordinanza. Chiediamo di passare alla DAD per tutte le classe degli anni delle superiori ad esclusione delle prime, al 50% a rotazione. Ciò comporterà un minore aggravio sui mezzi pubblici».

Ordinanza regionale, le nuove regole

Le decisioni sono state prese in base all'andamento dei contagi che oggi balzano a 906 in Liguria su 6000 test molecolari. Il primo fronte su cui intervenire è quello della scuola, dove scatta la didattica alternata per le superiori. L’idea è: lezioni da casa alterante, dalle classi seconde alle quinte; rimangono in presenza le prime.

«Da lunedì prossimo chiediamo alla direzione regionale di passare alla didattica a distanza per tutti gli anni delle superiori a esclusione della prima per almeno il 50% degli studenti che frequentano quegli istituti, ovvero a rotazione», ha detto Toti in conferenza. Questa iniziativa dovrebbe consentire un minore affollamento sui mezzi pubblici nelle ore di ingresso e di uscita da scuola. 

ordinanza regionale 20 ottobre-2

 «Abbiamo chiesto agli istituti di ridurre le lezioni con maggiore rischio, come l'educazione fisica, il canto o laboratori promiscui che non garantiscano le distanze».

Scatta poi il divieto totale di assembramento nell'intera Regione: «Sarà vietato fermarsi all'aperto in gruppi di più di una persona - ha spiegato Toti - si potrà uscire, camminare sui tragitti casa-lavoro, andare nei negozi o nei ristoranti, ma non si potrà stazionare per strada, abbiamo bisogno da parte di tutti i cittadini del massimo rigore e della massima attenzione già a partire da questa sera».

È inoltre esteso a tutta la Liguria il divieto di manifestazioni all'aperto, vietato anche qualsiasi elemento di socialità nei circoli ricreativi come il gioco delle carte, delle bocce o del biliardo: «I circoli possono restare aperti per la sola somministrazione ma devono cessare giochi e attività sociali. Sale giochi chiuse alle 18».

Allo studio nuovi provvedimenti anti contagio: «Stiamo definendo zone "arancioni quindi non rosse ma in cui si passa con autorizzazioni, di concerto con i Sindaci», ha annunciato il presidente della Regione Giovanni Toti. «Abbiamo bisogno di ridurre il numero di ospedalizzati per garantire le attività di elezione, per cui l'appello è quello di essere molto attenti e rispettare tutte le regole di distanziamento».

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La preoccupazione sul quadro epidemiologico è stata espressa in conferenza anche da Ansaldi: «Abbiamo una pressione sugli ospedali che comincia ad essere esponenziale, con il superamento della soglia di attenzione. La cosa è evidente soprattutto per i posti di media intensità».

Strade chiuse in quattro zone di Genova

Per arginare gli assembramenti notturni di piazza, invece, l’intenzione è di restringere l’accesso ad alcune aree durante la sera a partire da una certa ora. Lo ha detto il sindaco Marco Bucci indicando 4 zone: due nel centro storico, una a Certosa e una a Sampierdarena.

L'ordinanza comunale sarà trasmessa domani mattina alla ministra degli Interni Lamorgese e al Prefetto di Genova. «Stabiliremo la chiusura al pubblico dalle 21 alle 6, non saranno possibile quindi l’assembramento, la libera circolazione e la sosta».

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Le vie e le piazze saranno comunicate entro domani e in risposta alle modalità di controllo, il sindaco ha risposto che: «Saranno possibili dei presidi di controllo intensivi in queste aree per monitorare gli accessi ma non si tratterà di veri e propri posti di blocco in divisa». Per i dettegli, si attende, comunque, la conference call di domattina con il Governo.

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