Coronavirus, firmata la nuova ordinanza regionale

Continuano a calare i pazienti in ospedale, scesi a 695, di cui 67 in terapia intensiva. Le persone attualmente positive sono 5.248. I deceduti da inizio emergenza sono 1.207

Sono 5.248 (31 meno di ieri) le persone al momento positive al coronavirus in Liguria. I dati si riferiscono alla serata di domenica 3 maggio 2020. Continuano a calare i pazienti in ospedale, scesi a 695 (-20 rispetto alle 24 ore precedenti), di cui 67 in terapia intensiva (uno in meno rispetto a sabato). Le persone che si stanno curando a casa sono 2.856 (-27). Quattordici i decessi registrati nelle ultime 24 ore, che portano il totale a 1.207.

I positivi clinicamente guariti a casa sono 1.697 (+16) e i guariti non più positivi 1.902 (+64). 8.357 i casi totali da inizio emergenza, con un incremento di +47. Il totale dei tamponi è arrivato a 54.492 (+1.290). La provincia con il numero maggiore di positivi è quella di Genova (3.153), segueono Imperia (885), Savona (872) e Spezia (330). In sorveglianza attiva (contatti di positivi) 1.969.

Coronavirus, fase 2 da lunedì 4 maggio

Il presidente della Regione Giovanni Toti ha firmato una nuova ordinanza, che entra in vigore dalla mezzanotte di lunedì 4 maggio 2020. Il testo completo è scaricabile in formato pdf in fondo alla pagina, insieme a un'altra ordinanza, che riguarda i trasporti. Anche il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha stabilito nuove regole, in vigore per due settimane.

In merito alla nuova ordinanza, l'assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone ha sottolineato che «abbiamo ascoltato le segnalazioni che ci sono arrivate in questi giorni. Vengono restituite alcune libertà fondamentali nella consapevolezza che la fase 2 va affrontata con altrettanta responsabilità rispetto alla fase 1. Tra tante richieste, una su tutte è stata quella di consentire ai cittadini di fare spesa almeno nell'ambito del territorio provinciale o della città metropolitana: da domani sarà consentito, anche in relazione alle attività sportive e al take away per la vendita di cibo o bevande. Nell'ambito regionale, invece, sarà possibile far visita ai propri congiunti oppure raggiungere i cimiteri, che per tanto tempo rimasti chiusi».

Per quanto riguarda le mascherine, «fino a martedì - ha aggiunto Giampedrone - andremo avanti con la consegna di 100mila pezzi da parte di Poste Italiane a coloro che ci hanno segnalato di non averle ricevute. Da mercoledì mattina partirà la distribuzione gratuita di una prima tranche da 500mila mascherine chirurgiche elle farmacie: si dovrà essere residenti in Liguria e avere con sé la tessera sanitaria. Una seconda tranche da ulteriori 500mila pezzi verrà distribuita da lunedì 11 maggio. Tenuto conto che da domani questo dispositivo sarà obbligatorio secondo quanto previsto dal Dpcm nazionale, riteniamo inoltre che dovrà essere applicata la disposizione annunciata dal Commissario Arcuri sulla possibilità di acquistare le mascherine a 0,50 euro, sia nelle farmacie che nei centri della grande distribuzione».

Fase 2, cosa cambia dal 4 maggio

Il Dpcm 26 aprile 2020 introduce, a partire dal 4 maggio, diverse novità, tra le quali, per esempio, la possibilità delle visite ai propri congiunti che vivono nella stessa Regione e la riapertura di parchi e giardini pubblici, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie ed evitando comunque gli assembramenti (i sindaci potranno decidere di chiudere nuovamente e in via temporanea i parchi, qualora il divieto di assembramento non potesse essere garantito).

Diventa obbligatorio l'uso della mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico (quali mezzi di trasporto pubblico ed esercizi commerciali). Il nuovo Dpcm sancisce anche l'obbligo di rimanere all'interno della propria abitazione per tutti coloro che presentano sintomi legati a sindromi respiratorie e una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi.

Sempre dal 4 maggio, si può tornare a effettuare l'attività motoria e quella sportiva, individualmente, anche distanti da casa. Altra importante novità riguarda la possibilità di svolgere celebrazioni funebri, con un numero di partecipanti massimo fissato in 15 persone, indossando le mascherine protettive  e possibilmente all'aperto.

Il Dpcm, sempre a partire dal 4 maggio, consente la ristorazione da asporto per bar, ristoranti e simili, che si va ad aggiungere all'attività di consegna a domicilio già ammessa. Ripartono diverse attività produttive e industriali, le attività per il settore manifatturiero e quello edile, insieme a tutte le attività all'ingrosso ad essi correlati, con l'obbligo di rispetto delle regole vigenti in materia di sicurezza sul lavoro.

Il nuovo modulo per l'autocertificazione è scaricabile in fondo a questa pagina.

Il bollettino nazionale di sabato 3 maggio 2020

Il totale delle persone che hanno contratto il virus in Italia è 210.717, con un incremento rispetto a ieri di 1.389 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 100.179, con una decrescita di 525 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 1.501 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 38 pazienti rispetto a ieri. 17.242 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 115 pazienti rispetto a ieri. 81.436 persone, pari al 81% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 174 e portano il totale a 28.884. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 81.654, con un incremento di 1.740 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 36.926 in Lombardia, 15.638 in Piemonte, 9.045 in Emilia-Romagna, 7.299 in Veneto, 5.328 in Toscana, 3.551 in Liguria, 4.385 nel Lazio, 3.198 nelle Marche, 2.726 in Campania, 1.247 nella Provincia autonoma di Trento, 2.955 in Puglia, 2.203 in Sicilia, 1.087 in Friuli Venezia Giulia, 1.868 in Abruzzo, 665 nella Provincia autonoma di Bolzano, 183 in Umbria, 689 in Sardegna, 109 in Valle d’Aosta, 702 in Calabria, 194 in Basilicata e 181 in Molise.

Nuova ordinanza della Regione, consentita la spesa in tutta la provincia

«I dati ci confortano, siamo usciti dalla fase più acuta - ha detto Toti durante il punto stampa -. Ci avviamo alla fase 2, che parte dal dpcm che liberalizza una serie di attività, in alcuni casi già libere nel nostro territorio, in altri casi nuove come l'attività sportiva».

«In base alla nuova ordinanza, firmata poco fa, è consentita la vendita di cibi e bevande da asporto, è possibile ritirare sul posto previa ordinazione, mentre resta sospesa la somministrazione all'interno dell'esercizio. L'unica novità rispetto alla bozza dei giorni scorsi è la possibilità di spostamenti per acquistare cibo all'interno della provincia».

«È consentita la vendita di calzature per bambini, consentita l'attività di toelettatura degli animali da compagnia, consentito fra le 6 e le 22 nell'ambito della provincia praticare attività motoria come corsa, bici e altro. Sono Consentiti gli sport acquatici in modalità individuale, ma i circoli restano chiusi, dunque non si possono utilizzare bagni e spogliatoi. Come stabilito dal dpcm sono consentiti gli allenamenti degli atleti professionisti. Inoltre è consentito spostarsi con mezzi propri per andare a fare attività motoria. In barca possono salire massimo due persone che vivono insieme».

«È consentita la pesca in acque interne e in mare. Consentito fare passeggiate in compagnia di conviventi, sempre fra le 6 e le 22. Consentita la coltivazione di terreni, la vendita di fiori e semi e l'allenamento e addestramento di cavalli e cani. È consentito raggiungere la propria barca per fare manutenzione. Consentito raggiungere le seconde case, il proprio camper o roulotte, sempre per fare manutenzione e ai fini della conservazione del bene: deve trattarsi di uno spostamento individuale entro la regione e se si deve rientrare a casa entro la giornata».

Regione Liguria respinge ogni interpretazione d'indicazioni a rsa

«Regione Liguria respinge ogni interpretazione di indicazioni date dal sistema sanitario regionale alle Rsa, indicazioni che si sono limitate a segnalare alle stesse le regole, i compiti e le linee di indirizzi previsti dai decreti ministeriali dall’emergenza covid. Le Rsa sono strutture in grado di fornire assistenza e cure appropriate ai loro ospiti, con precise responsabilità in capo ai loro vertici e direzioni sanitarie. Responsabilità a cui le indicazioni di Alisa si sono sempre e rigorosamente richiamate».

«Da Alisa, inoltre, fin dai primi giorni dell’emergenza è stato garantito ogni supporto tecnico e pratico e in termini di fornitura di Dpi, per quanto nella disponibilità del sistema sanitario regionale. Questo sostegno si è spinto fino al punto di fornire agli enti gestori, ancorché strutture private, il personale necessario a sostenere il loro straordinario sforzo. Regione e Alisa sono ben consapevoli dell’impegno e della dedizione che tutto personale delle Rsa ha dimostrato di fronte alla pandemia che ha investito anche la Liguria e per questo vanno ringraziati, insieme ai medici, agli infermieri e agli oss del sistema sanitario regionale. Regione Liguria è stata straordinariamente presente nel sostenere questi enti nei loro compiti istituzionali e contrattuali. Corre tuttavia l’obbligo di ribadire che le strutture del sistema sanitario regionale hanno sempre e in ogni momento offerto e garantito la gura più appropriata a tutti i pazienti che ne avessero bisogno, provenissero dalle Rsa o da qualunque altro luogo della nostra regione. Con le Rsa saranno affrontate insieme le loro difficoltà, per dare la migliore assistenza possibile agli anziani ospiti e alle loro famiglie».

Vicepresidente Viale: «Ripensare mondo assistenza terza età»

«Ripensare il mondo dell’assistenza alla terza età pensando anche al futuro e, alla luce delle criticità riscontrate durante l’emergenza coronavirus, avviare la progressiva riconversione di quelle residenze che, per limiti strutturali e organizzativi, non possano garantire adeguati standard di qualità, con un accompagnamento e una valorizzazione dell’esperienza comunque maturata. Vogliamo far diventare la Liguria, che è la regione più anziana d’Europa, la migliore nell’assistenza agli anziani». Questo l’obiettivo indicato dalla vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale, che ha dato incarico ad Alisa di iniziare a tracciare un percorso di revisione del sistema di autorizzazione e accreditamento delle Rsa liguri. 

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«Il dialogo costante con gli enti gestori durante la pandemia da covid-19 – aggiunge l’assessore Viale - dovrà proseguire anche nei prossimi mesi, avendo un obiettivo comune che è il benessere delle persone. E per questo dobbiamo concentrarci su due temi: la formazione del personale, che dev’essere preparato per affrontare situazioni complesse, e le dimensioni delle strutture, facendo tesoro delle criticità riscontrate durante la pandemia, che ha messo in evidenza luci e ombre della situazione attuale. È ormai indispensabile la presenza di personale preparato sulle infezioni ospedaliere, anche con corsi mirati come avviene in sanità, di geriatri e di spazi aperti adeguati. Questi obiettivi devono essere raggiunti garantendo un equilibrio tra qualità e sostenibilità economica delle strutture. Per questo – prosegue l’assessore Viale – il dialogo con gli enti gestori deve proseguire, così come abbiamo fatto anche nel periodo della pandemia, condividendo quasi quotidianamente i problemi legati all’emergenza. Grazie a questo, abbiamo sostenuto le Rsa in relazione, ad esempio, alla carenza dei Dpi, inserendole nella distribuzione regionale, oppure alla carenza di personale, garantendo il supporto di professionalità idonee provenienti sia dal sistema sanitario regionale, sia dalla Protezione civile sia, anche, dall’Esercito. E abbiamo anche garantito il dialogo con i responsabili dei reparti di Infettivologia delle varie Asl. Senza dimenticare che la Liguria è stata la prima regione a realizzare i test sierologici a tappeto nelle strutture, coinvolgendo sia gli ospiti che gli operatori”. “Mi auguro – conclude la vicepresidente Viale - che tutte le resistenze manifestate dalle opposizioni durante il dibattito sulla riforma della legge sull’autorizzazione e accreditamento o su argomenti di stretta organizzazione delle strutture, come la videosorveglianza, vengano meno e che la politica tutta, insieme agli enti gestori, lavori per occuparsi del benessere dei nostri anziani». 

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