Coronavirus, oltre 4mila positivi. Toti: «La Liguria è chiusa, tolleranza zero»

I morti sono 654, si stabilizza la situazione negli ospedali e la crescita del contagio sembra calare: regione blindata per Pasqua

Oltre 4.070 i casi positivi, 682 morti e 1.262 ricoverati in ospedale: sono i numeri del contagio da coronavirus in Liguria a un mese esatto dal decreto con cui il premier Giuseppe Conte ha “chiuso” l’Italia imponendo una quarantena nazionale. 

Sono anche numeri che testimoniano che, a oggi, lo sforzo sembra essere servito a contenere l’epidemia, come ha confermato ancora una volta il governatore ligure Giovanni Toti, chiedendo di rispettare il più possibile le misure di contenimento per vedere finalmente una luce più forte in fondo al tunnel: «Calano i ricoveri in terapia intensiva, l’ondata epidemica si sta affievolendo. Proprio per questo servono comportamenti responsabili nei prossimi giorni per confermare questi numeri - ha detto giovedì sera - I numeri dicono che calano di più le intensive rispetto alle medie terapie, in questo momento abbiamo oltre 40 posti di terapia intensiva liberi: la pressione sugli ospedali è ancora molto alta, ma relativamente al fatto di essere nel pieno di una pandemia, si respira».

«Tuttavia - ha specificato il governatore - quando parliamo di un rallentamento di un'epidemia stiamo parlando di un'epidemia che è comunque ancora al picco. I prossimi giorni sono fondamentali per vedere la curva dei contagi scendere ancora, per dare respiro ai nostri ospedali che continueranno a lavorare per tutta Pasqua e quindi come da sloga "La Ligura è chiusa...ma ci vediamo presto" ma per vederci presto questo weekend non dobbiamo vederci per niente».

Il messaggio dei Sindaci della Liguria: «Turisti state a casa»

«È strano dover dire ai turisti restate a casa ma è necessario», è il messaggio dei sindaci delle province di Spezia, Savona e Imperia, intervenuti via web durante la consueta conferenza in Regione di giovedì sera. I controlli saranno intensificati su tutte le linee littoranee, sulle zone collinari dove si è soliti andare a trascorrere il pomeriggio di Pasquetta, nelle seconde case. 

«La nostra Regione sta pagando un prezzo altissimo come vittime e anche le nostre fanno parte dell'importazione che ci è arrivata dalla Lombardia con gli ospiti che hanno trasgredito alle regole e hanno portato il virus a valori esponenziali», ha detto Marco Scajola, sindaco di Imperia. «Il tema delle seconde case non è stato sufficientemente vigilato nelle settimane precedenti quindi bene si fa a dire "Liguria chiusa" nell'interesse di tutti perché la vogliamo riaprire assieme. Potremmo riaprire lentamente alcune attivitàcon tutti i dispositivi di sicurezza, solo se faremo un forte appello al senso di responsabilità».

«Più 18% in strada rispetto alla settimana scorsa meno di ieri ma ancora non andiamo bene», ha detto il sindaco di Genova Bucci. «Saranno schierati tremila agenti sulle strade, 500 persone tra agenti della Locale e protezione civile, da domani a lunedì per dissuadere le persone a stare in giro con 40 posti di blocco-auto in tutta la città».

Coronavirus, nelle Rsa morte 240 persone. Aumentano tamponi e test

La situazione nelle residenze protette per anziani resta quella più grave e complessa. Sono 12mila i posti letto di questo genere in Liguria, cui si aggiungono gli 8mila operatori, e a oggi i dati parlano di 240 morti per covid-19 tra gli ospiti delle rsa liguri su una totalità di 654. 

Toti ha spiegato che nell’ultimo mese e mezzo - dal 20 febbraio al 5 aprile - sono stati 800 i decessi registrati nelle rsa Negli ultimi 46 giorni nelle Rsa liguri si sono registrati 800 decessi,  240 imputati al covid. Per questo motivo sono partiti i testa sierologici a tappeto nelle residenze protette, e sono stati aumentati i tamponi sul personale sanitario.

A giovedì sera sono 18.446 i tamponi effettuati in Liguria, e  7mila i test fatti sui sanitari: «Oltre il 96% sono risultati negativi - ha detto Toti - segno che la profilassi e le misure di sicurezza nelle strutture sanitarie sono state rispettate. È anche importante sottolineare come il tasso di mortalità ligure sia inferiore alla media nazionale, ovviamente grazie al grande lavoro dei nostri operatori, medici e infermieri».

Coronavirus, in arrivo nuovi medici volontari

Giovedì arriveranno inoltre in Liguria altri 13 medici volontari tramite la Protezione civile, che andranno proprio a supporto delle Rsa della Liguria. La Protezione Civile aveva fatto richiesta per 30 medici, 100 infermieri e 120 Oss. 

«Dalla ricognizione in corso - ha detto l’assessore alla Sanità, Sonia Viale - abbiamo riscontrato una sostanziale tenuta del sistema, anche se ci sono punti di crisi che riceveranno sostegno grazie anche all’arrivo di queste professionalità. Il mio augurio è che arrivino anche infermieri e Oss. L’appello di Regione Liguria, soprattutto per la Asl1, è proprio per il profilo di Operatori socio sanitari: c’è bisogno di voi in questo momento difficile e complicato. Con una delibera di Alisa è possibile attribuire incarichi nelle Rsa per coloro che abbiano svolto le 1000 ore, anche senza aver eseguito il test finale».

Comune di Genova, prime consegne dei buoni spesa

Sono iniziate, intanto, giovedì mattina le consegne dei primi buoni spesa che il Comune di Genova distribuirà a tutte le persone in difficoltà economiche a causa dell’epidemia di coronavirus. Le domande arrivate sono state, nei giorni di apertura delle richieste, 23.748 domande, quelle ritenute valide 18.500, per un fondo del valore totale di poco più di 3 milioni che non riuscirà a coprire tutte le richieste.

Le persone aventi diritto al buono, infatti, sono 43mila, 10mila in più rispetto a quelle che è possibile soddisfare, ma il Comune spera di riuscire a integrare con le donazioni private già arrivate. Giovedì mattina una prima tranche di aventi diritto si è recata nel 24 punti di raccolta selezionati e presidiati da agenti della polizia Locale. Per evitare assembramenti, a ogni destinatario del buono spesa è stata inviata una mail (o un sms) con l’orario dell’appuntamento e il luogo in cui ritirare il voucher.

San Martino, 73 operatori positivi: attivati i tamponi in auto “interni”

Sono 73 gli operatori sanitari dell’ospedale San Martino risultati positivi al nuovo coronavirus su un totale di 553 sottoposti al tampone. A darne notizia è la direzione sanitaria del policlinico, hub regionale per la gestione dei casi covid-19 positivi, nell’ambito dei test attivati a livello regionale per individuare eventuali contagi tra il personale ospedaliero.

I 73 professionisti trovati positivi sono stati, ovviamente, fermati. E per aumentare la velocità con cui vengono effettuati i test, è stato attivato internamente il servizio di tamponi drive-through già operativo alla Fiera di Genova. A oggi la percentuale di contagio sui sanitari è dell'1,5% su 4.866 dipendenti.

Coronavirus, al via somministrazione di farmaci specifici a domicilio

Anche i medici di famiglia potranno prescrivere determinate tipologie di farmaci, solitamente somministrati in ospedale, a domicilio.

«È stato ultimato da Alisa il percorso per consentire la prescrizione domiciliare di alcuni farmaci, tipo plaquenil, da parte dei medici di medicina generale - ha confermato Viale - Inoltre la distribuzione avverrà non solo nelle farmacie ospedaliere ma anche nelle 590 farmacie territoriali evitando spostamenti. Per evitare sprechi è stato anche avviato un piano per “singolarizzare” i farmaci di cui sopra, proprio per gestire al meglio le quantità a disposizione».

Liguria blindata per Pasqua: pronto un massiccio piano controlli 

In vista del weekend di Pasqua, la Liguria si prepara intanto a chiudersi ancora di più su se stessa. Massicci i controlli da parte delle forze dell’ordine e della Protezione Civile su assembramenti e spostamenti, sprangati gli accessi ai luoghi più turistici che potrebbero attirare persone. Anche le seconde case sono sorvegliate speciali nel timore che persone provenienti da regioni limitrofe - principalmente Lombardia e Piemonte - possano decidere di lasciare le loro residenze per raggiungere la Liguria e trascorre la Pasqua e il resto della quarantena vicino al mare.

«Il sindaco Bucci ha confermato che martedì c’è stato il 20% di spostamenti in più a Genova  ha detto il governatore ligure - Un dato allarmante, soprattutto alle porte del fine settimana di Pasqua. Non possiamo permetterci di vanificare gli sforzi fatti fino ad ora, per questo più tardi con i sindaci dei capoluoghi liguri illustreremo un piano straordinario di controlli a tappeto in tutta la Liguria per evitare gli spostamenti verso le seconde case e garantire il rispetto delle regole. Tolleranza zero per chi uscirà di casa senza una ragione valida. E anche per chi pensa di arrivare dalle regioni vicine per trascorre qui da noi il weekend. Per questa Pasqua la Liguria è chiusa, proprio per poter accogliere tanti turisti il prima possibile e in sicurezza, appena l’emergenza sarà superata. Per questo vi chiedo la massima serietà e responsabilità: con il nostro comportamento di oggi possiamo contribuire alla vittoria di questa battaglia domani. Dipende da noi.»

Nave ospedale, in arrivo altri pazienti: 41 a bordo

Sulla Gnv Splendid, intanto, arrivano nuovi pazienti in dimissione dagli ospedali che andranno ad occupare il secondo modulo da 25 posti letto.

«Alla nave-ospedale di Genova sono già in arrivo i primi pazienti che occuperanno il secondo modulo, con 25 nuovi posti letto pronti - ha confermato Toti - Nel frattempo è già in allestimento il terzo, con altrettanti posti destinati ai malati di coronavirus che sono stati dimessi dagli ospedali o che non possono fare la quarantena nelle loro case».

VIDEO | Coronavirus, aumentano i pazienti sulla nave ospedale: in allestimento il terzo modulo

Attualmente a bordo ci sono 41 pazienti covid, trasferiti dagli ospedali per proseguire la terapia farmacologica per ulteriori due settimane al termine delle quali saranno sottoposti al controllo per valutarne la guarigione: se i due tamponi risulteranno entrambi negativi, i pazienti potranno essere dimessi.

Mascherine, al via la distribuzione per posta

Regione Liguria ha intanto siglato l’accordo per la distribuzione del primo carico di mascherine arrivato in regione: a partire da venerdì sarà Poste Italiane ha consegnare le protezioni, in pacchetti già confezionati da due mascherine ciascuno, direttamente a casa dei cittadini nei Comuni con popolazione superiore ai 2mila abitanti. In quelli più piccoli saranno invece i sindaci, tramite la protezione civile, a consegnarle ai cittadini.

«Mercoledì notte è partita la consegna delle mascherine ai sindaci dei comuni sotto i 2000 abitanti, che organizzeranno la distribuzione anche con il supporto della Protezione Civile regionale, e a Poste Italiane che inizierà a distribuirle nelle cassette delle lettere ai nuclei familiari, il tutto a partire dalla giornata di venerdì», ha detto Toti.

«Abbiamo messo in campo una grande operazione senza precedenti in tempi estremamente rapidi. Non possiamo escludere, vista la mole e la rapidità dell’operazione, che possano esserci delle imperfezioni. In questo caso, finita la prima fase, la distribuzione riprenderà in una seconda fase nelle edicole, tramite autocertificazione, e nelle farmacie utilizzando la tessera sanitaria. È necessario sottolineare che le persone devono restare a casa, e quindi le mascherine devono essere utilizzate solo in caso di spostamenti strettamente necessari».

«Si prevede che il primo ciclo di distribuzione tramite i sindaci e la protezione civile regionale, e attraverso Poste italiane, potrà concludersi tra il 22 e il 23 aprile - ha detto l’assessore alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone - Ringrazio Poste italiane, il miglior interlocutore possibile per riuscire ad arrivare nelle case di tutti i liguri, per questo accordo gratuito. Se qualcuno dovesse non riuscire ad avere le mascherine neanche dopo la seconda fase, quella tramite farmacie ed edicole, potrà richiederle alla protezione civile del suo Comune, che attraverso Regione Liguria potrà fornirgliele».

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«Stanno per partire i voli che porteranno nel nostro magazzino della Fiera alla Foce, 2 milione di mascherine chirurgiche e 1 milione di Ffp2 - ha aggiunto Giampedrone - distribuiremo il materiale in base alle necessità è chiaro che a ricaduta andremo a consegnarle di nuovo alla cittadinanza».

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