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Dialetto curioso: cosa vuol dire "bollacco"?

La parola indica i vecchi paioli usati per cucinare, ma anche, più recentemente, i secchi. Infatti, il termine deriva dal latino "bullire", cioè bollire

"Bollacco" (si pronuncia "bulacco") è una di quelle parole tipicamente genovesi che però - qui nel capoluogo ligure - siamo abituati a usare anche parlando in italiano.

Un esempio? Un genovese doc, per indicare che sta piovendo intensamente, dice che «sta venendo giù una bollaccata (o bulaccata) d'acqua». È un po' come l'espressione italiana "piove a catinelle", dove le catinelle sono recipienti, piccoli catini. Piove a secchiate, insomma. E, quando una persona mangia tanto, si dice anche che si è «riempita come un bollacco».

Da questo esempio si può tranquillamente intuire cosa vuol dire il genovese "bollacco", termine conosciuto e diffuso anche al femminile, "bolacca". Si tratta del paiolo, vaso di rame, insomma, come nel caso della catinella, un contenitore. Negli anni (anzi, nei secoli) la parola è passata a indicare il secchio, mentre curiosamente nel levante ligure è usata anche per il campanaccio delle mucche.

Ma da dove deriva questa parola? Sembra certo che arrivi dal latino "bullire", cioè bollire. E in effetti il bollacco serviva proprio a questo: a far bollire dentro gli alimenti.

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