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Sversamenti percolato Scarpino, in Regione si fa il punto

Interpellanza in consiglio regionale per conoscere la posizione della Giunta in merito alle problematiche della discarica di Scarpino, e per chiedere più tutele per la salute degli abitanti della Val Chiaravagna

Ieri in consiglio regionale Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un'interpellanza sottoscritta anche da Fabio Tosi, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani, Andrea Melis, Francesco Battistini del Movimento 5 Stelle) per conoscere la posizione della Giunta in merito alle problematiche della discarica di Scarpino, e per chiedere più tutele per la salute degli abitanti della Val Chiaravagna.

Nel documento si ricorda che Scarpino è nata come soluzione temporanea nel 1963 e che, da allora, il percolato da essa derivante, secondo quanto riferito dal Comitato Alta Val Chiaravagna ha causato nel tempo intossicazioni di alcuni residenti nel 1996, nel 1997 e nel 2014.

Questa situazione si aggiunge al degrado della zona provocato da attività presenti o previste: i cantieri del passante Voltri–Borzoli, il Nodo Ferroviario, i futuri cantieri di Gronda e Terzo Valico, il traffico di mezzi pesanti dovuto all'attività di cava e del cementificio, i siti abbandonati di attività dismesse, i numerosi detriti causati dal dissesto idrogeologico dei ripidi versanti.

«Nonostante questo - si legge nel documento - oggi è previsto il nuovo lotto di discarica 'Scarpino 3' e l'installazione di un depuratore di pretrattamento del percolato proveniente da Scarpino, in un sito vicino ad abitazioni che rappresenterebbe una nuova fonte di inquinamento, per lo meno olfattivo, anche alla luce della conformazione geologica della Valle».

Per la giunta ha risposto l'assessore ai rifiuti Giacomo Giampedrone il quale non ha nascosto le sue perplessità sulla eventuale riapertura della discarica di Scarpino che, a suo avviso, come ha già avuto modo di ribadire, non rappresenta la soluzione alla questione rifiuti in Liguria. A suo avviso è necessario un percorso ben diverso.

Giampedrone ha anche detto che la situazione Scarpino deve essere comunque tenuta sotto costante monitoraggio. L'assessore ha affrontato, quindi, la questione dal punto di vista tecnico, chiarendo che in questa fase, durante la quale non vengono conferiti rifiuti, il fenomeno di produzione del percolato comunque non si interrompe.

La Città Metropolitana di Genova, in un processo che ha coinvolto Regione e Comune, ha emanato un recente provvedimento dirigenziale che individua in via transitoria modalità, strumenti e prescrizioni attinenti la gestione del percolato, e definisce le azioni da porre in essere al fine di prevenire situazioni di emergenza come quella verificatesi nel corso del periodo passato.

L'assessore ha continuato spiegando che il superamento della transitorietà richiederebbe comunque la realizzazione di un sistema impiantistico dedicato di pretrattamento del percolato.

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