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Regione: approvato il bilancio, la minoranza abbandona l'aula

Approvati l'assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2014 e rendiconto generale della Regione Liguria 2013

Con 20 voti a favore e due astenuti (Nuovo centro destra) è stato approvato il disegno di legge: "Rendiconto generale dell'amministrazione della Regione Liguria per l'esercizio finanziario 2013". Forza Italia, Lega Nord, Liste Biasotti e Gruppo Misto sono usciti dall'aula e non hanno partecipato al voto. Dopo la relazione di minoranza di Lorenzo Pellerano (Liste Biasotti) e la replica dell'assessore alle risorse finanziarie Sergio Rossetti le minoranze, dichiaratesi insoddisfatte della risposte ricevute e non ritenendo che tutte le osservazioni della Corte dei conti siano state rispettate, hanno abbandonato la seduta anche per non assumersi responsabilità nella approvazione dei provvedimenti.

Successivamente, con 22 voti a favore (centro sinistra e Ncd) e 8 contrari (Forza Italia, Lega Nord, Liste Biasotti e Gruppo Misto) è stato approvato il disegno di legge: "Assestamento del bilancio di previsione della Regione Liguria per l'anno finanziario 2014 ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 26 marzo 2002, n° 15 (ordinamento contabile della Regione Liguria)".

I due disegni di legge sono stati affrontati con una discussione congiunta dopo una breve sospensione della seduta consiliare.

Nella sua relazione di minoranza Lorenzo Pellerano (Liste Biasotti) ha detto che non intende assumersi la responsabilità di approvare un documento che non si attiene a tutte le prescrizioni della Corte dei Conti. «Ci viene chiesto di votare un bilancio alla cieca », ha detto il consigliere che ha mosso critiche all'operato della giunta, in merito alla gestione finanziaria dell' Ente. In primo luogo si è soffermato sull'operazione che ha comportato il trasferimento di immobili ad Arte. «La Regione ritiene che questo trasferimento sia da definire una vendita, per la Corte dei Conti, invece, si tratta di una cartolarizzazione», ha detto Pellerano, ricordando i diversi passaggi dell'operazione «che – ha detto – hanno portato Arte, un Ente strumentale della Regione, deputato a risolvere a risolvere i problemi abitativi, a ritrovarsi invece un grave peso sulla schiena di oltre 100 milioni di euro. E si tratta di un'operazione che nulla ha a che fare con le esigenze abitative dei liguri». Ha continuato: «l'unico fabbisogno che si è soddisfatto è quello di cercare di contenere il disavanzo milionario della sanità. Questa operazione è stata una iniziativa della Regione, non certo di Arte che peraltro prima del trasferimento aveva un bilancio in equilibrio». Pellerano ha sottolineato che nessuno degli immobili in questione è stato venduto da Arte che, peraltro ha acceso un finanziamento con Carige, che produce interessi passivi. Inoltre a Quarto, uno degli immobili in vendita, erano attivi numerosi servizi e lavoravano molti dipendenti. Lo spostamento ha comportate spese milionarie. Il consigliere ha anche ricordato che, dopo alcuni mesi dalla cessione degli immobili, la Regione «ha chiesto altri soldi ad Arte per la valorizzazione degli immobili». Arte – ha sottolineato il consigliere – ha dovuto procedere a un aumento della sua linea di credito e successivamente la Regione ha anche fatto un'anticipazione di cassa. «L'operazione è stata anche sotto la lente di ingrandimento del Ministero delle finanze e ora sarebbe inaccettabile pensare di vendere le case popolari per risanare i buchi di bilancio». Il consigliere ha anche affrontato la dei residui attivi contestati dalla Corte dei Conti. «La Corte contesta dei residui molto vecchi – ha detto – ci sono dei soldi per i quali siamo creditori da oltre 10 anni: mi chiedo perché non siamo stati capaci di esigerli». Pellerano ha poi rimarcato la vicenda dei prodotti finanziari "derivati", ricordando che comportano un margine di rischio, e che secondo la Corte – a detta di Pellerano - sarebbe opportuno coprire con un posta più alta rispetto a quella stabilita dalla giunta».

Sergio Rossetti, assessore alle Risorse finanziarie e controlli, patrimonio e ammistrazione generale, ha replicato: «Quella di Pellerano e delle minoranze è una ricostruzione fantastica: non solo questo bilancio è stato parificato dal Congresso dei revisori dei conti, ma grazie a queste operazioni finanziarie abbiamo pareggiato i conti della sanità e ridotto le addizionali Irpef. Mentre qualcuno a Roma diceva che bisogna ridurre le tasse noi andavamo avanti in questo senso nel concreto». Parlando di Arte, Rossetti ha chiesto se era giusto in una situazione di crisi tenere in carico un patrimonio pubblico che non si sarebbe potuto mantenere in condizioni di efficienza e di corretta manutenzione oppure se era meglio venderlo per incassare i soldi e aiutare le aziende a pareggiare i conti. Secondo Rossetti, Arte ha rispettato quanto previsto dal suo statuto, non è una società partecipata ma un ente strumentale.

Fondi per gli alluvionati

«L'assestamento – ha spiegato l'assessore Sergio Rossetti - consentirà inoltre di liberare risorse per 56 milioni di euro che andranno a vari settori: 17 milioni per il trasporto pubblico locale, 23,5 milioni alla protezione civile, 4 milioni all'edilizia sanitaria, 3,3 milioni all'agricoltura, 6 milioni al cofinanziamento di progetti comunitari e 1 milione per la difesa del suolo. Inoltre verranno coperti gli 800 mila euro di taglio dei trasferimenti statali sul Tpl, i 100 mila euro stanziati per il Salone Nautico, 3 milioni per l'alluvione del 9 ottobre scorso a cui si aggiungono il milione e 100 mila euro che il Consiglio regionale mette a disposizione e i 20 milioni di aiuti alle imprese alluvionate».

La legge di assestamento permette alla Regione Liguria di intervenire immediatamente con la messa a disposizione di fondi per la recente alluvione che ha colpito la città di Genova e i comuni dell'entroterra: «Siamo riusciti – ha detto Rossetti - a reperire quasi 23 milioni di fondi per aiutare le innumerevoli attività produttive che hanno subito pesantissimi danni da questa disastrosa calamità. A questi fondi si aggiungono ulteriori risorse da bilancio che i fondi reperiti dal Consiglio Regionale che assommano a oltre 1,6 milioni di euro. Potremo in questo modo venire incontro alle prime richieste di famiglie e imprese, in attesa dei fondi statali. Questo impegno dell'amministrazione regionale continuerà poi nel bilancio 2015: gli uffici stanno approntando ulteriori strumenti che possano alleggerire il fardello degli alluvionati tra l'altro con una "restituzione" del bollo pagato nel 2014 per coloro che hanno perso il proprio veicolo nella furia dell'acqua».

In forza del cosiddetto "decreto pagaziende"del 2013 la Regione nel corso del 2013 ha attivato anticipazioni di liquidità per 230 milioni di euro di cui 42,2 destinati al pagamento dei debiti della Regione e oltre 187,8 destinati al pagamento dei debiti degli enti del servizio sanitario nazionale. Una parte dei 76,6 milioni disponibili sono stati utilizzati per ridurre il debito dell'esercizio 2013, che è sceso, anche grazie alle economie verificatesi sui capitoli finanziati, dai 178,5 milioni previsti a 99,9 milioni.

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