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Amianto nel cantiere del Terzo Valico, 5 Stelle denunciano ritardi

Secondo i consiglieri del Movimento, le rocce amiantifere sono state individuate il 17 luglio e il sopralluogo da parte di geologo Arpal risale al 30 luglio, quindi circa 15 giorni dopo l'individuazione dell'amianto

Amianto nel cantiere di Cravasco

Ieri in consiglio regionale Gabriele Pisani (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un'interrogazione (sottoscritta anche dai colleghi Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Andrea Melis, Fabio Tosi, Alice Salvatore) per conoscere quale sia il protocollo previsto per il cantiere di Cravasco applicato fin dall'inizio dei lavori al fine di gestire i diversi livelli di rischio.

«Il Protocollo gestione amianto per il Terzo valico ferroviario dei Giovi, redatto in data 19/03/2014 - ha ricordato - prescrive unicamente protocolli di caratterizzazione delle rocce da scavo e di monitoraggio dell'aria, ma nulla prevede in merito a prescrizioni per le modalità di estrazione, trasporto e messa a dimora delle rocce amiantifere».

Secondo i consiglieri del Movimento, le rocce amiantifere sono state individuate il 17 luglio, mentre i primi dati pubblici relativi alle analisi dell'amianto nell'aria da parte di Arpal sono del 3 agosto, e il sopralluogo da parte di geologo Arpal risale al 30 luglio, quindi circa 15 giorni dopo l'individuazione dell'amianto.

Per la giunta ha risposto l'assessore all'Ambiente Giacomo Giampedrone il quale ha ricordato che il materiale scavato contenente amianto in quantità superiore a 1000 mg per chilo di roccia, classificato come rifiuto pericoloso, viene smaltito sulla base di un Piano di Lavoro, trasmesso a un apposito servizio della Asl 3 che lo approva con o senza modifiche prescrittive.

L'assessore ha quindi ricostruito la rete di competenze del monitoraggio ambientale. Per quanto riguarda la comunicazione del rinvenimento di rocce contenti amianto l'assessore ha detto che il fronte di scavo e il cumulo nell'area esterna sono stati messi in sicurezza dal 23 luglio 2015 da parte di Cociv.

Il materiale estratto è stato inviato al laboratorio di analisi di Arquata Scrivia del Politecnico di Torino per determinare il contenuto di amianto. I risultati sono stati trasmessi alla Regione e ad Arpal il 24 luglio 2015.

Nei giorni successivi sono stati eseguiti campionamenti al fronte di scavo ed è stata visionata, alla presenza dei funzionari Arpal, la carota del sondaggio lunga 25 metri. Dal 4 agosto 2015 il materiale estratto è stato gestito come rifiuto pericoloso.

L'assessore ha tra l'altro ricordato che per ciò che attiene la salute della popolazione la competenza è in capo al sindaco del Comune di Campomorone sulla base di quanto stabilito dalla Asl3  e ha aggiunto che sono attualmente in corso incontri di coordinamento tra Arpal e la Asl3 Genovese per definire le linee guida di gestione dei cantieri e comportamento dei lavoratori laddove sia prevista e/o emerga la presenza di amianto in roccia.

Insoddisfatta Salvatore per il tempo trascorso, a suo avviso invano.

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