Tragedia nel carcere di Marassi: il sindacato di Polizia non ci sta

Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto e Commissario straordinario per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, in una nota denuncia il sovraffollamento di Marassi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Verso le 23.30 di ieri un detenuto di origini tunisine si è suicidato mediante impiccamento con le lenzuola in dotazione nella sua cella della sesta sezione del carcere genovese di Marassi.

E' del tutto evidente come la mancanza di provvedimenti concreti sull'emergenza carceri - Marassi ha stabilmente piu di 800 detenuti presenti rispetto ai poco piu di 400 posti letto regolamentari ed un organico di Polizia Penitenziaria carente di ben160 agenti - determini situazioni di disagio e di insofferenza.

A Genova e  in Liguria le carceri scoppiano e costringono il Personale di Polizia Penitenziaria a condizioni di lavoro - negli Istituti penitenziari, a bordo dei mezzi dei Nuclei Traduzioni addetti al trasporto dei detenuti, presso i Reparti ospedalieri quando impegnati nei servizi di piantonamentodei ristretti – stressanti e di estremo disagio.

Le tragedie penitenziarie come quella di ieri sera a Marassi, o dell'altro ieri a Roma dove un agente di Polizia Penitenziaria e' morto schiacciato da un cancello, devono fare seriamente riflettere sulle evidente problematiche del sistema e su quanto essi vadano ad incidere sul duro, difficile e delicato lavoro che quotidianamente le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria in servizio svolgono con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità.

Si può dunque immaginare quali e quanti sacrifici affrontano ogni giorno le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria per garantire vigilanza e sicurezza all'interno e all'esterno degli Istituti di pena liguri partecipando nel contempo alle attività di osservazione e ditrattamento rieducativo dei detenuti.

Bisogna avere il coraggio di mettere mano ad una revisione complessiva dell'esecuzione della pena in Italia - con l'impiego di tutti i detenuti inattivita lavorative, un maggiore ricorso alle misure alternative ed un potenziamento  delle espulsioni degli stranieri -, non indignarsi quando in carcere qualcuno muore, viene aggredito o ferito.

Basta ipocrisie e lacrime di coccodrillo!

Roberto Martinelli - Segretario generale aggiunto e Commissario straordinario per la Liguria del Sindacato Autonomo PoliziaPenitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri.

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