Lungomare Canepa, un ricorso blocca i lavori. Le associazioni: «Ora riapriamo il confronto»

La seconda azienda che ha partecipato al bando per l'allargamento a 6 corsie dell'arteria cittadina si è rivolta al Tar l'ultimo giorno disponibile, decretanto uno stop. E dalle associazioni arriva l'appello: «Sfruttiamo questo tempo per ripensare il progetto»

Poco più di una settimana dopo l’annuncio dell’inizio dei lavori, arriva uno stop per il progetto di riqualificazione di lungomare Canepa: lo scorso 20 marzo, ultimo giorno utile per farlo, la ditta che ha perso la gara per aggiudicarsi l’appalto ha presentato ricorso al Tar, bloccando di fatto il progetto che dovrebbe rivoluzionare la viabilità del Ponente con la costruzione di 3 corsie per ogni senso di marcia nell’arteria che attraversa Sampierdarena.

Il ricorso è stato presentato (entro i 20 giorni dalla chiusura della gara previsti dalla legge) dalla A.P. Costruzioni, la seconda azienda che ha partecipato al bando assegnato al consorzio Arem con un ribasso del 38,883% rispetto ai 7 milioni e 200mila euro previsti dal bando. Uno stop che in mattinata ha impedito agli operai di procedere con la demolizione degli edifici di lungomare Canepa, di proprietà del demanio portuale e ceduti ad aziende che ormai da 5 anni si sono trasferite e che oggi ospitano campi nomadi abusivi che avrebbero dovuto essere liberati dalla Municipale.

Un’eventualità, quella del ricorso, prevista dalla normativa, che ha comunque colto impreparati Comune e Sviluppo Genova, la società appaltante che si occupa del progetto, e su cui il Tar dovrà valutare se emettere o meno una sospensiva. E mentre si attende il verdetto, che nelle speranze dell’amministrazione comunale dovrebbe arrivare nel più breve tempo possibile consentendo la partenza dei lavori, si riapre il dibattito sulle conseguenze che l’allargamento della strada e le altre modifiche all’assetto urbano avranno su Sampierdarena.

«Non c’è nulla di eccezionale nella presentazione del ricorso, sono cose che possono succedere. La legge lo prevede. Ciò che stupisce, piuttosto, è che il Comune abbia deciso di indire una conferenza stampa per presentare i lavori prima della scadenza del termine per presentarlo, anticipando i tempi in maniera forse troppo avventata», fa sapere Gian Franco Angusti, presidente di Officine Sampierdarenesi, che negli ultimi mesi si sono fatte portavoce dei timori e delle preoccupazioni dei residenti del quartiere in merito non soltanto alle modifiche a lungomare Canepa, ma anche alla rivoluzione prevista per l’elicoidale e l’accesso al casello autostradale di Genova Ovest.

«Abbiamo espresso parecchie riserve, in primis volevamo la garanzia che i lavori fossero fatti a lotti, per evitare congestionamenti del traffico e disagi per chi viaggia e per i residenti, in secondo luogo avevamo dubbi sul fatto che, come promesso durante la presentazione dei lavori, l’allargamento di lungomare Canepa avrebbe davvero tolto dalle strade del quartiere i mezzi pesanti - ha spiegato Angusti - Cosa che il vicesindaco Bernini, oggi, dopo continue rassicurazioni, finalmente ha chiarito, ammettendo che è un cambiamento strettamente subordinato alla costruzione delle rampe di accesso alla nuova Strada a Mare e alle sponde del Polvecera». Un obiettivo che, contrariamente alla fine dei lavori in lungomare Canepa, prevista entro un anno dal via, non potrà essere raggiunto prima di 5 anni.

«Per noi è fondamentale che i tir vengano tolti dalle strade di Sampierdarena, è una cosa che andrebbe fatta subito. E si può fare, è sufficiente spostarli nella cinta portuale sfruttando le infrastrutture già presenti. Il proclama di Bernini, secondo cui i lavori di lungomare Canepa avrebbero contribuito a eliminare il traffico dei mezzi pesanti, non può essere rispettato». Il secondo problema sollevato dalle Officine riguarda poi l’eliminazione di 200 posti auto ritenuti fondamentali per il tessuto economico del quartiere, che potrebbe risultare ulteriormente danneggiato dal riassetto dello svincolo del casello di Genova Ovest e dall’eliminazione della rampa che da via Cantore porta all’autostrada: «Questa rivoluzione avrà pesanti ricadute a livello del traffico e causerà notevoli disagi ai residenti, con un rischio sempre più concreto di desertificazione delle attività commerciali, che già oggi sopravvivono a stento».

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In conclusione, il ricorso al Tar e il conseguente stop potrebbero non essere così negativi, almeno dal punto di vista delle associazioni di quartiere, che lanciano un appello affinché il tempo d’attesa per il verdetto del tribunale Amministrativo possa venire impiegato per ripensare alla gestione dei lavori: «Come Officine, insieme con i residenti, Civ e associazioni come Ascom e Confesercenti, chiediamo l’apertura di un tavolo di confronto con Comune, Municipio e Sviluppo Genova per far sì che le nostre richieste vengano ascoltate. Ciò che ci auguriamo è la messa a punto di un piano complessivo sulla mobilità e sosta nel quartiere, con lo spostamento immediato del traffico pesante all’interno del porto e la programmazione a lotti dei lavori per evitare disagi ai cittadini. Riteniamo che le ricadute sul quartiere, a oggi, sarebbero gravi non soltanto durante lo svolgimento dei lavori, ma anche a opera conclusa».

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