Cronaca Sampierdarena / Lungomare Giuseppe Canepa

Sampierdarena sui lavori in lungomare Canepa: «Basta tir e attenzione al rischio isolamento»

Dalle Officine Sampierdarenesi la richiesta di aprire un tavolo con il Comune per parlare delle modifiche alla viabilità, che porteranno decine di mezzi pesanti a circolare nelle vie del quartiere

I residenti di Sampierdarena scendono ancora una volta in campo per il quartiere e protestano contro i lavori in lungomare Canepa e le conseguenti modifiche alla viabilità che, se attuate come previsto dalla scaletta dei lavori, porterebbero tir e mezzi pesanti a circolare frequentemente per le vie della delegazione ed eliminerebbero parcheggi in una zona in cui già c’è carenza.

A farsi portavoce delle richieste dei cittadini sono state le Officine Sampierdarenesi, che in documento hanno elencato richieste e suggerimenti da sottoporre a Tursi per chiedere, in primis, interventi più mirati ed effettuate sulla base di una scaletta “funzionale”, in grado di limitare quanto più possibile i disagi ai residenti. Il traffico di camion e tir diretti a Cornigliano è al momento uno dei problemi maggiormente sentiti: con la chiusura di varco Etiopia e la mancata realizzazione delle rampe di accesso alla nuova Strada a Mare e di collegamento alla sponda del Polcevera, tutti i mezzi diretti a Ponente percorrono le strade della delegazione, da via Avio a via Molteni passando per via Pieragostini e via Pacinotti, con rischi per i residenti - come già accade a Sestri Ponente, teatro di numerosi incidenti e proteste - e ricadute sulle attività commerciali. 

I commercianti, in particolare, guardano con preoccupazione all’eliminazione dei 200 parcheggi da lungomare Canepa, una zona che costituisce «un punto nevralgico per Sampierdarena», come fa notare Gianfraco Angusti, presidente delle Officine, sottolineando anche che «i lavori al Nodo di San Benigno comporteranno anche l’abbattimento della rampa d’accesso alla Sopraelevata e al nuovo Nodo Ferroviario, causando forti disagi allo scalo ferroviario del quartiere».

Da qui la richiesta dell’apertura di un tavolo di confronto tra Comune, Municipio, cittadini e commercianti per definire «un piano della mobilità e della sosta - fa sapere Angusti - Noi come Officine diciamo basta ai tir lungo le strade di San Pier d'Arena da subito, chiediamo nuove zone parcheggi visto che la strada a mare porterà alla cancellazione di oltre 200 parcheggi, e maggiore attenzione al rischio desertificazione del quartiere».

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