Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Albaro / Piazza Leopardi

No agli appartamenti nell’ex cinema di piazza Leopardi: ritirato il progetto

Oggi pomeriggio si terrà comunque l’assemblea programmata prima che i Frati Minori Conventuali annunciassero il dietrofront. Obiettivo, adesso, trovare una soluzione alternativa per riqualificare la struttura

Il rendering del progetto iniziale

Oltre mille adesioni in poco più di due settimane, una protesta corale che ha portato alla creazione di un apposito comitato e ha spinto i Frati minori conventuali dell’ente ecclesiastico Provincia Ligure Piemontese a riconsiderare l’intero progetto. Tradotto: il palazzo che ospita l’ex cinema Ritz di piazza Leopardi, in Albaro, per ora resta com'è.

Archiviato, insomma, il progetto che prevedeva la realizzazione di una serie di appartamenti - non di lusso, sottolineano i Frati minori in una nota, ma “che rispondessero alle situazioni delle persone meno abbienti che abitano nella zona - e di una sala polivalente a disposizione della parrocchia, e che comportava una trasformazione radicale dell'edificio, come dimostrato dal rendering presentato con il progetto.

La protesta dei residenti di Albaro ha di fatto agevolato un dietrofront e un ritiro del progetto, già ostacolato da alcuni vincoli della Soprintendenza. Soddisfatti, dunque, i residenti del quartiere, che a “piazza Leo” tengono particolarmente ritenendola “l’ultima piazza ancora integra di Albaro” L'attenzione, però, l’attenzione resta alta.

L’assemblea pubblica di protesta organizzata inizialmente per venerdì pomeriggio nei locali di San Francesco d’Albaro è stata infatti confermata, a questo punto per discutere in maniera più partecipata dei progetti di riqualificazione che potrebbero salvaguardare l’estetica e lo stile della piazza, recuperando allo stesso tempo un edificio che da oltre un anno è sbarrato. Soddisfatta anche Legambiente: «I frati hanno ritirato il progetto speculativo di piazza Leopardi - ha detto Andrea Agostini - Ma non finisce qui, chiederemo il vincolo alla Soprintendenza e che quel palazzo donato da una famiglia genovese ai francescani per opere di carità venga utilizzato per accogliere le persone a basso reddito della parrocchia, e che il cinema Ritz torni a essere luogo di cultura e di socialità per il quartiere».

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