Demolizione Morandi, un'unica esplosione e nessuna evacuazione notturna

Oggi in Prefettura riunione della Commissione Esplosivi per dare ufficialità alla scelta di procedere con le microcariche per le pile 10 e 11. Il piano, ormai pronto, non prevede di evacuare la zona di notte

Giornata decisiva, quella di mercoledì 29 maggio, per la demolizione di quanto resta del ponte Morandi. In mattinata infatti in Prefettura si riunirà ancora una volta la Commissione Esplosivi, obiettivo dare il via libera ufficiale alla demolizione con le microcariche delle pile 10 e 11 del troncone est. 

I rappresentanti di Asl, Arpal, forze dell’ordine e Prefettura dovranno avvallare tempistiche e modalità di gestione dell’esplosione messe a punto dall’associazione temporanea dei demolitori, fissando così la tanto attesa data per quella che a oggi, con tutta probabilità, sarà un’unica esplosione che farà crollare entrambe le pile nello stesso istante. Il sindaco-commissario Marco Bucci aveva già anticipato qualcosa sulla data, indicando il weekend tra il 22 e il 24 giugno (quello in cui a Genova si festeggia il patrono, San Giovanni Battista) come quello ottimale, al più tardi quello successivo. 

Le operazioni dovrebbero svolgersi tra le 7 e le 21, orario che non richiederebbe l’evacuazione notturna dei residenti delle zone vicine al cantiere come inizialmente prospettato per tutelarli dalle polveri sottili ed eventuali particelle di amianto: «Si tratterà di allontanare le persone in un raggio tra i 300 e i 600 metri - ha detto Bucci - offriremo pranzo e cena, ma dobbiamo ancora ultimare il piano di gestione, quando sarà pronto, entro i primi giorni della prossima settimana, faremo un'assemblea in Valpolcevera per spiegare ai cittadini ciò che accadrà».

«Per consentire il rientro terremo conto di tempi raddoppiati rispetto a quelli calcolati secondo la prassi per l'abbattimento delle polveri, come massima cautela», ha sottolineato ancora il sindaco-commissario, ribadendo la volontà di tutelare sia i residenti della nuova “zona rossa” - quella istituita in precedenza, in concomitanza con il crollo del Morandi e l’instabilità dei tronconi superstiti, è stata eliminata - sia i lavoratori che si occuperanno della demolizione.

Sul fronte inchiesta crollo, intanto, i periti del tribunale hanno consegnato la risposta al primo quesito del primo incidente probatorio, quello finalizzato ad accertare lo stato del ponte sino a dicembre. Secondo gli esperti, i difetti più ricorrenti nella struttura sono distacchi di calcestruzzo in corrispondenza degli ancoraggi del carroponte utilizzato per la manutenzione, corrosione delle armature e fessurazioni, che verranno valutati dal punto di vista della gravità soltanto nello stilare la perizia per il secondo quesito.

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