Demolizione Morandi, fori su pile 10 e 11 in vista dell'esplosione

I tecnici dell'associazione dei demolitori al lavoro per preparare l'eventuale utilizzo degli esplosivi, ormai sempre più probabile. Rinviata a ottobre la causa al Tar sui ricorsi di Autostrade

Continuano le operazioni di demolizione di quanto resta del ponte Morandi, con un’apparente accelerata dal punto di vista dell’uso dell’esplosivo. Stando a quanto riportato nell’agenda di cantiere compilata dalla struttura commissariale, infatti, in questa settimana i tecnici dell’associazione temporanea dei demolitori inizieranno a praticare i fori necessari per posizionare la dinamite che servirà a far esplodere le pile 10 e 11, una conferma informare del fatto che le cariche verranno utilizzate e che, con tutta probabilità, si procederà con un’unica esplosione.

Nel dettaglio, il programma parla di “calo del Tampone 11 e inizio realizzazione fori per posizionamento mine su oila 10 e 11”, nell’area del Campasso, mentre in via Perlasca prendono il via le opere propedeutiche alla realizzazione pali della nuova pila 10. In via Porro inizieranno invece le opere di demolizione dei civici 12, 14 e 16, in modo da arrivare al giorno dell’esplosione - ancora non confermato, ma potrebbe essere tra il 22 e il 24 giugno stando a quanto anticipato dal sindaco commissario Marco Bucci - con i palazzi già demoliti.

Sul lato ovest, invece, proseguono senza grandi intoppi le opere di demolizione delle pile e delle travi tampone rimaste: in questa settimana dovrebbe venire tagliato e calato del tutto il tampone 3, seguito dal tampone 6, che dovrà essere prima analizzato dai periti del tribunale nell’ambito dell’inchiesta sul crollo. Anche la demolizione della pila 4 dovrebbe essere ultimata questa settimana, mentre dovrebbero partire le operazioni finalizzate alla demolizione della 7.

Sul fronte giudiziario, intanto, la struttura commissariale ha reso noto che, nell’ambito del ricorso al Tar presentato da Autostrade per l’Italia, il tribunale amministrativo della Liguri ha accolto un’eccezione presentata dall’Avvocatura di Stato che rappresenta la presidenza del Consiglio dei Ministri, il Mit e il commissario Bucci legata al mancato deposito da parte degli avvocati di Aspi di una procura con cui sarebbero stati conferiti poteri al soggetto che ha presentato il ricorso. La mancanza del documento ha spinto il Tar ad accogliere l’eccezione dell’Avvocatura, e a chiedere il deposito dell’atto costitutivo e dello statuto di Autostrade per l’Italia Spa e della sua visura storica. 

La causa sui ricorsi è stata quindi rinviata al 9 ottobre 2019, lasciando tempo ad Autostrade fino al 20 giugno per mettersi in regola con la documentazione e presentare le carte aggiuntive. 

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