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Maxi intossicazione da carne cruda, decine i casi denunciati

La procura ha aperto un'inchiesta in seguito alle segnalazioni da parte di persone che avevano cenato in un ristorante dell'alta Valbisagno. Il sospetto è che si tratti di trichinellosi

Prima la nausea, poi dissenteria, debolezza, dolori muscolari, in alcuni casi la febbre: questi i sintomi manifestati da una quarantina di persone dopo avere cenato in un agriturismo dell’alta Valbisagno, nel’entroterra genovese, che per i carabinieri del Nas lascerebbero pensare alla trichinellosi, un’infezione parassitaria che si contrae mangiando particolari tipi di carne cruda o poco cotta.

I casi, riuniti in una relazione depositata sul tavolo del sostituto procuratore Stefano Puppo, risalirebbero tutti ai primi tre-quattro mesi dell’anno, con le prime avvisaglie che si sarebbero manifestate pochi giorni dopo Capodanno, quando quattro persone erano state ricoverate in ospedale dopo avere manifestato tutti i sintomi dell’intossicazione. Le segnalazioni sono quindi rapidamente aumentate, tanto da spingere la Asl a effettuare sopralluoghi e le autorità ad aprire un’inchiesta per somministrazione di alimenti adulterati.

Il sospetto, dopo la raccolta dei campioni e le analisi di laboratorio, è che i commensali abbiano contratto la trichinellosi dopo avere mangiato carne di un cinghiale forse affetto proprio da questa malattia. La preoccupazione adesso è per chi ha sottovalutato i sintomi: se curata nelle prime fasi (il periodo di incubazione va generalmente dagli 8 ai 15 giorni) i disturbi non vanno oltre il diffuso malessere e la debolezza, ma nel caso in cui venisse trascurata i parassiti possono attaccare anche il cuore ed essere fatali.

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