Cronaca Cornigliano / Via Leone Vetrano

Gambizzato a Cornigliano, il questore mette i sigilli al Bar Mario

La chiusura forzata è stata disposta in via cautelare dopo l'aggressione a colpi di pistola dello scorso 6 marzo ai danni di un 24enne e l'arresto di un 44enne di origini albanesi

Immagine di repertorio

Il questore di Genova, Sergio Bracco, ha disposto nella giornata di venerdì la chiusura forzata in via cautelare del Bar Mario di via Vetrano, a Cornigliano, lo stesso dove lo scorso 6 marzo un giovane di 24 anni è stato gambizzato a colpi di pistola da un rivale, un uomo di origini albanesi già arrestato e attualmente detenuto nel carcere di Marassi.

I fatti, come detto, risalgono allo serata dello scorso 6 marzo, quando il senegalese Amadou Diop, appoggiato all’ingresso del bar, viene raggiunto da Gentian Hila, lavapiatti 44enne, che estrae una pistola, la punta verso il 24enne e fa fuoco. Cinque i colpi esplosi, uno dei quali al ginocchio sinistro, un’aggressione che si consuma sotto gli occhi dei clienti e di un bambino di poco più di un anno. Diop si accascia a terra in un lago di sangue, il titolare del bar, Mario Nirisola, chiama la polizia e l’ambulanza, mentre l’aggressore si dà alla fuga. 

Le indagini della Squadra Mobile erano partite immediatamente, e nel giro di poche ore gli investigatori del dirigente Marco Calì erano riusciti a risalire al 44enne e a ricostruire cosa fosse esattamente successo. E cioè (almeno stando a quanto dichiarato dallo stesso Hila e da Diop, oltre che dal titolare del bar) una lite scoppiata nel pomeriggio davanti alle slot machine tra Diop e un gruppetto di uomini albanesi, tra cui anche Hila, tutti visibilmente ubriachi. 

La discussione, pur con toni accesi, si era conclusa senza violenza, ma qualche ora dopo Hila era tornato al bar portando con sé la pistola con cui ha sparato a Diop, perfettamente compatibile con quella che gli investigatori hanno trovato nella sua abitazione (una Browning 7.65) insieme con gli abiti indossati in serata e già lavati per eliminare tracce di polvere da sparo.

Arrestato e trasferito a Marassi, il 44enne ha infine ammesso durante l’interrogatorio di convalida di avere ferito Diop, spiegando di averlo fatto “per spaventarlo”. Motivo ufficiale, la lite del pomeriggio, anche se gli investigatori sembrano convinti che ci sia qualcosa di più, non soltanto per il numero di colpi esplosi e per le modalità da “avvertimento” dell’aggressione, ma anche perché Diop è noto alla polizia come piccolo spacciatore del quartiere.

Proprio la sua assidua frequentazione del bar, insieme con altre facce note alle forze dell’ordine, e il fatto che tutto sia successo dentro e fuori dall’esercizio commerciale, hanno spinto il questore a mettere i sigilli a partire da sabato, un provvedimento cautelare previsto dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

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