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Convegno ultradestra, gli autonomi: «Scenderemo in piazza per impedirlo»

Aut Aut 357, CSOA Emiliano Zapata e Collettivo Degeneriot prendono posizione con un comunicato congiunto

Non si placano le polemiche legate al convegno dell'ultradestra a Genova e tra le prese di posizione degli ultimi giorni arriva anche quella degli autonomi e attivisti di Aut Aut 357, CSOA Emiliano Zapata e Collettivo Degeneriot che con un comunicato apparso su Facebook hanno espresso la propria netta contrarietà preannunciando la discesa in piazza per impedirne lo svolgimento.

«Sabato 11 febbraio - scrivono nel comunicato congiunto - a quanto pare, la peggiore destra xenofoba e fascista si sarebbe data appuntamento a Genova per un convegno di cui non si sanno né sede, né orari. É una chiara provocazione alla memoria antifascista della nostra città, medaglia d'oro della Resistenza e protagonista dei moti del 30 giugno 1960. Siamo lieti che, per una volta, anche la "sinistra istituzionale" si sia apertamente schierata contro questo rigurgito fascista lanciando una mobilitazione di piazza che contrasti il presunto convegno».

«Da parte nostra - annunciano gli autonomi -  possiamo dire che se il convegno dovesse esserci saremo in piazza per cercare di impedirlo, esattamente come lo siamo stati un anno e mezzo fa quando Forza Nuova ha aperto la propria sede nel quartiere di Sturla, oppure quando Salvini in Piazza De Ferrari ha cercato di diffondere la sua retorica razzista o, ancora, quando Casa Pound ha provato a diffondere le proprie idee di "fascisti del terzo millennio" nelle scuole genovesi - tutte occasioni in cui la "sinistra istituzionale" ha purtroppo latitato. La nostra presenza in piazza non sarà semplicemente a difesa della memoria antifascista di Genova: porterà nelle strade tutte quelle battaglie che sostanziano l'antifascismo ogni giorno».

«Essere antifascisti oggi - concludono -  significa battersi per un'accoglienza dignitosa di tutti quei migranti che arrivano in Europa cercando un futuro migliore, in fuga da fame e guerre, significa perciò antirazzismo e solidarietà attiva. Antifascismo è, senza se e senza ma, antisessismo: rispetto delle scelte sessuali e affettive di tutte e tutti, rifiuto degli stereotipi e della violenza di genere, rivendicazione della possibilità di tutte e tutti di autodeterminare i propri corpi. Antifascismo, per noi, è battersi quotidianamente per una società più equa, contro la competizione sfrenata e le iniquità su cui si fonda la società neoliberista.Antifascismo è costruire comunità resistenti e autogestite dove creare e diffondere pensiero critico, pratiche di mutualismo e solidarietà attraverso cui opporsi al ricatto della precarietà lavorativa ed esistenziale. Per tutti questi motivi, continueremo a scendere in piazza con la convinzione che l'antifascismo non possa ridursi ad un evento commemorativo e retorico, ma sia una pratica quotidiana, una lente attraverso cui leggere il mondo e autodeterminare le proprie scelte di vita».

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