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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Politica

Estrema destra a Genova, l'Anpi chiama alla mobilitazione i genovesi

Il presidente della Regione Toti: «Credo che chi ha combattuto per far avere a Genova la medaglia d'oro per la Resistenza l'abbia fatto anche perché si possano ospitare convegni per chi non la pensa come lui»

Polemiche a Genova per un convegno dell'estrema destra italiana ed euroopea che dovrebbe andare in scena a Genova, medaglia d'oro per la Resistenza, in un posto ancora "top secret" sabato 11 febbraio alle ore 17. Un evento pubblicato sulla pagina facebook di Forza Nuova, ma anche sul sito internet di APF - Alliance for Peace and Freedom, associazione politica presieduta che raggruppa i partiti nazionalisti dei Paesi dell’Ue e intitolato "For a Europe of Fatherlands - Per l'Europa delle Patrie" al quale dovrebbero partecipare Ugo Voigt, parlamentare europeo tedesco con simpatie neonaziste, Yvan Benedetti, leader francese di un movimento estremista francese sciolto dopo l'uccisione di un giovane antifascista e Roberto Fiore, presidente di Forza Nuova. 

Immediata la reazione dell'Anpi genovese che con una nota ha condannato l'iniziativa e chiamato i genovesi a raccolta: «Apprendiamo con stupore e tanto sdegno che la nostra città dovrebbe essere sede di un convegno dell’ultradestra europea su invito dei fascisti nostrani. È inaccettabile che ancora una volta si metta in atto un’ulteriore provocazione contro i valori democratici  e antifascisti della nostra città.   L’Anpi chiede alle forze politiche, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni democratiche di mobilitarsi per impedire questo affronto alla città di Genova Medaglia d’Oro della Resistenza.  Lanciamo un appello a tutti i genovesi per una ampia e unitaria  mobilitazione, nella consapevolezza che il fascismo  è tutto il contrario dell'intera Costituzione italiana, nata dalla  Resistenza, di cui  contiene per intero i  valori .    
Il fascismo purtroppo non è morto, perché continua ad esistere nell'anima, nel pensiero e nell'azione; e poi ci sono i nazifascisti, i fascisti “del terzo millennio”, i fascisti che sono tali anche se camuffati da associazioni culturali e sociali.  Il fascismo  è quello che - sotto il profilo dell'autoritarismo, della negazione della libertà, del razzismo, della xenofobia, della violenza e dell’antisemitismo - si profila in tante forme  sempre, comunque  riconoscibile.   Coloro che vorrebbero venire a Genova a febbraio il giorno 11  con la loro presenza offendono la nostra città nella sua storia , nei suoi sentimenti  e nella sua  cultura, hanno un modo di pensare e di essere che non corrisponde in alcun modo ai valori di fondo della nostra democrazia e della nostra Carta fondamentale e come tale vanno combattuti e respinti, senza mai abbassare la guardia.   Questa azione va potenziata, chiedendo anche agli organi di informazione e di comunicazione di fare la loro parte, alle Istituzioni di considerarla come un impegno programmatico, alle associazioni democratiche di inserirla fra le loro priorità. L'allarme quindi  e la vigilanza devono essere forti, tra coloro che amano la democrazia, perché il fascismo è un pericolo sempre in agguato e sempre concreto».

«Chiediamo alle Autorità competenti - conclude l'Anpi - e alle Istituzioni statuali, regionali e comunali, di far rispettare le leggi che sono ben chiare e non lasciano dubbi di interpretazione, in particolare la legge Scelba e la legge Mancino che vanno semplicemente applicate (come la stessa Corte di Cassazione ha fatto rispettare più volte). Questa offesa a Genova va impedita, nel rispetto della Costituzione che è intrinsecamente e profondamente antifascista».

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Liguria Giovanni Toti che ha dichiarato: «Io credo che chi ha combattuto per far avere a Genova la medaglia d'oro per la Resistenza e quindi renderla una città libera e democratica l'abbia fatto anche perché si possano ospitare convegni per chi non la pensa come lui. Io resto dell'idea che anche quando le idee non sono condivise mi batto perché quelle idee possano essere espresse. Mi auguro che nessuno torni indietro su questo principio elementare di democrazia».

Inoltre della situazione si è preoccupato anche il sindaco di Genova Marco Doria che ha preso contatto con l’Anpi e intende farlo con tutte le organizzazioni democratiche per valutare e concordare risposte ferme, democratiche e non violente che esprimano la storia, la cultura e i sentimenti  della Città medaglia d’oro della Resistenza. «In tutta Europa, è necessario opporsi alla diffusione della  propaganda e dell’organizzazione di forze razziste e neonaziste che nulla hanno a che fare con la libertà di pensiero. Si tratta infatti di un veleno che rischia di propagarsi soprattutto in questo momento di crisi. Contrastare queste idee di odio e sopraffazione  è un  dovere civile, proprio a tutela della libertà, connaturato nelle Costituzioni democratiche e in particolare nella Costituzione italiana»

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