Champagnat: iscrizioni a scuola in picchiata

Dai dati che i dipendenti del Centro hanno in merito alla scuola sembra che le iscrizioni siano in calo. Ad oggi si contano solo 57 bambini alla scuola primaria, 23 alla scuola media inferiore e 70 studenti alle superiori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Si è chiusa oggi la vertenza sindacale per il licenziamento collettivo dei 21 dipendenti del Centro Sportivo Culturale Champagnat di Genova. Ma la firma che i sindacati (Cgil, Cisl, Snals, Sinasca) hanno posto sul verbale è solo un fatto formale in quanto le stesse organizzazioni auspicano l'intervento delle istituzioni per convocare un tavolo formale con gli enti subentranti.

E certamente tale firma non rappresenta un vincolo per i dipendenti: i lavoratori che non accetteranno il licenziamento e quindi non sottoscriveranno singolarmente l'accordo, adiranno le vie legali per un possibile reintegro nella Provincia d'Italia dei Fratelli Maristi. Ciò è possibile in quanto la Provincia d'Italia è un un'unica entità fiscale, da Trento a Palermo, e per questo motivo l'Ente ha sempre negato la consegna di copia del bilancio. Decisione sempre mal digerita dalle organizzazioni sindacali che hanno sempre contestato la veridicità delle affermazioni che hanno indotto la chiusura del Centro stesso (bilancio in forte perdita).

L'accordo al punto due testualmente prevede: «La Provincia d'Italia dei Fratelli Maristi delle Scuole potrà, entro il 29 luglio 2016, risolvere il rapporto di lavoro nei confronti di un numero massimo di 21 dipendenti solamente nei confronti dei lavoratori che manifesteranno la volontà di non opporsi alla risoluzione del rapporto di lavoro. Ai dipendenti licenziati collettivamente e messi in mobilità che rinunceranno a qualsiasi contestazione del provvedimento in qualsiasi sede, a titolo transattivo e incentivo all'esodo, verrà riconosciuto un importo pari a 12 (dodici) mensilità lorde complessive e comprensive dei preavviso per ciascun lavoratore che sottoscriva verbale di rinuncia, che contenga anche la rinuncia a ogni e qualsiasi pretesa economica e non, di qualsiasi genere, legata all'intercorso rapporto di lavoro....».

La novità saliente dell'incontro viene riassunta al punto 4 dell'accordo: «al fine di ridurre l'impatto sociale dei confermati esuberi, la Provincia d'Italia dei Fratelli Maristi delle Scuole si impegna, pur in assenza di obblighi di legge, a farsi parte attiva per la ricollocazione dei lavoratori nei confronti dei soggetti che potranno insediarsi nelle aree interessate».

Dal canto loro i dipendenti dichiarano di condividere l'operato dei sindacati e insieme auspicano un consistente intervento delle istituzioni affinchè collaborino a una nuova loro ricollocazione. Tuttavia le tante perplessità già fin qui espresse non si dipanano, anzi, dai dati che i dipendenti del Centro hanno in merito all'Istituto Scolastico attiguo sembra che anche la situazione della scuola sia in profonda crisi.

Ad oggi si contano solo 57 iscizioni alla scuola primaria (8, 10, 15, 9, 15), 23 alla scuola media inferiore (4, 9, 10), 70 alla superiore (0, 13, 13, 13, 32). Quindi, è parere dei dipendenti, perchè non vagliare le altre proposte che da dicembre 2015 ad oggi sono state fatte ai Fratelli Maristi, per risollevare le sorti del complesso, ma sopratutto per mantenere vivo e funzionante il Centro Sportivo?

Nota di cronaca: dalla chiusura del 31 maggio scorso, ad oggi, i motori delle piscine non si sono mai fermati. Certamente l'acqua non viene scaldata, ma è le pompe "girano" ed il cloro viene immesso negli impianti. Che perdita economica hanno avuto i Fratelli Maristi in questi due mesi di chiusura? Il Centro non poteva restare aperto durante le vertenza sindacale? Domande a cui nessuno, fino ad oggi, ha saputo dar risposta.

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