Champagnat, dopo le proteste in Regione la rassicurazione: «I dipendenti saranno riassorbiti»

Questa la promessa di Nordiconad, che nel giorno in cui in Regione si discuteva del futuro del centro sportivo di proprietà dei fratelli maristi, ha allungato un ramoscello d'ulivo verso i lavoratori, invitandoli a pranzo

Si apre uno spiraglio per i dipendenti del centro sportivo Champagnat, chiuso dal primo giugno dopo la decisione, da parte dei Fratelli Maristi, di cederne la gestione, lasciando di fatto 21 lavoratori assunti a tempo indeterminato senza lavoro né prospettive per il futuro: dopo l’incontro organizzato in Regione con i rappresentanti sindacali e l’avvocato dei Maristi, è arrivata la rassicurazione sul fatto che i gruppi Nordiconad e Virgin, che si sono fatti avanti per rilevare gli spazi, avrebbero acconsentito a "riassorbire" tutti i dipendenti, come richiesto dagli stessi Maristi al momento della stipula del primo accordo.

Una promessa accompagnata dal gesto distensivo compiuto da Giorgio Rocca, direttore di Nordiconad Liguria e Piemonte, che in mattinata era nel capoluogo ligure per discutere del bilancio di Conad: dopo che i lavoratori, in presidio davanti alla Regione per protestare in occasione dell’incontro, si sono spostati con i loro striscioni davanti a Zeffirino, dove si teneva la conferenza stampa, Rocca è uscito, li ha tranquillizzati sull’intenzione di assumere 8 di loro e poi li ha invitati all’interno del ristorante, dove ha offerto loro il pranzo. Stando a quando confermato sempre da Nordiconad, gli altri 13 dipendenti a rischio dovrebbero invece essere riassorbiti da Virgin, come da accordo scritto stipulato in aprile.

Una mattinata intensa, insomma, per i dipendenti dello Champagnat, che ormai da quasi 20 giorni hanno allestito un presidio fisso davanti ai cancelli di via Caprera e che stamattina hanno organizzato una protesta davanti alla sede della Regione cui hanno preso parte non soltanto i dipendenti del centro, ma anche le famiglie e i bimbi che da anni vi si affidano per le loro attività sportive: «Chiediamo più chiarezza, e rassicurazioni sul fatto che tutti i dipendenti, compresi quelli a tempo determinato, non vengano licenziati - ha spiegato Gianni Uras, che da quasi 25 anni lavora allo Champagnat - Quantomeno chiediamo che a fronte di un investimento come quello proposto da Conad e Virgin, il trattamento nei confronti dei lavoratori sia equo e corretto. Siamo in ferie forzate dal primo di giugno, e oggi sono finite. Solo ad aprile ci è stato comunicato senza mezzi termini che saremmo stati licenziati tutti, e da allora non abbiamo più saputo nulla, se non dai giornali. Chiediamo almeno di valutare le alternative che si sono presentate».

Il riferimento è alle altre due società che si sono fatte avanti per rilevare il centro sportivo: da una parte, la Sport Management di Verona, che gestisce già altre strutture sportive in tutta Italia; dall’altra la So.Ge.Gross, che si sarebbe detta intenzionata a investire nella struttura per potenziare la parte relativa all’attività sportiva. A oggi, però, i Fratelli Maristi parrebbero intenzionati a cedere tutto a Conad e Virgin: «Queste due società non ci hanno ancora fatto sapere nulla circa le decisioni relative ai dipendenti dello Champagnat - era stato lo sfogo di Uras e dei colleghi in attesa della fine dell'incontro in via Fieschi - e siamo preoccupati, perché per tutti noi potrebbe significare perdere il lavoro. Non soltanto gli istruttori, ma anche tutto il personale amministrativo e di segreteria, per non parlare dell’indotto, fra gli addetti alle pulizie, i grossisti e il bar».

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