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Investito a Certosa, la figlia: «Mi batterò per far sì che quell'assassino non esca di galera»

Lo sfogo della figlia di Giuseppe Buttaro, investito e ucciso ieri da un'auto guidata da un uomo ubriaco e drogato. Alla sua rabbia si aggiunge lo sconcerto dei cittadini, che ieri sera hanno manifestato e chiedono un giro di vite sulla vendita di alcolici in città

La rabbia è tanta, lo sgomento anche: Giuseppe Buttaro non c'è più, strappato alla vita nel giro di pochi minuti a Certosa, per mano di un automobilista risultato positivo a test di alcool e droga, Jorge Wilson Cevallos Valverde, 35 anni, operaio ecuadoriano. Buttaro era sul marciapiedi, aspettava l'autobus per andare a trovare la figlia e i nipoti come ogni domenica. Ma l'automobile, impazzita, lo ha colpito uccidendolo sul colpo. A bordo della vettura, insieme a Valverde, c'erano anche altre persone che sono subito fuggite.

«Giuseppe Buttaro è mio papà - scrive la figlia Sara su Facebook in uno dei gruppi dedicati a Certosa - stava venendo da me quando un essere pensandosi Dio lo ha strappato a tutti noi. Lo giuro, finché avrò forza e fiato in gola mi batterò per far sì che quell'assassino non esca più di galera». Se dovesse uscire? La ragazza annuncia che si farà giustizia da sola. «Non si può morire così. Ti amo papà, tantissimo».

Tantissimi i commenti di solidarietà rivolti alla famiglia di Buttaro sui social network, ma tra le righe si legge anche la grande rabbia e la frustrazione dei cittadini che da sempre chiedono alle istituzioni una maggior attenzione per il quartiere di Certosa. Una zona difficile, in cui spesso si convive con situazioni di illegalità. Per questo ieri sera, dandosi appuntamento su Facebook, un centinaio di persone è sceso in strada in via Canepari - sul luogo dell'incidente - bloccando il traffico e manifestando contro il degrado del quartiere, chiedendo più controlli e sicurezza. A manifestare, anche alcuni sudamericani che hanno voluto sottolineare la loro vicinanza alla famiglia della vittima.

I cittadini adesso aspettano di sapere il giorno del funerale - quando si avrà il nulla osta della magistratura - in modo da organizzare una fiaccolata di solidarietà alla famiglia della vittima al fine di riportare l'attenzione sulle condizioni di degrado in cui versa la delegazione, sempre più teatro di risse, episodi di ubriachezza molesta, e incidenti.

Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa fa il punto della situazione: «Crediamo sia urgente e indispensabile un regolamento comunale per la vendita degli alcolici valido su tutto il territorio cittadino, e che non si debba permettere l'estensione dell'apertura dei supermercati. La sola azione normativa e sanzionatoria non è sufficiente da sola ad arginare un fenomeno che sta assumendo dimensioni preoccupanti anche tra la gioventù. Occorre un'incisiva azione di prevenzione tra i giovani e la costituzione di un protocollo d'intesa che coinvolga i titolari di esercizi e locali di intrattenimento che incentivi pratiche responsabili da parte dei gestori, non finalizzate solo al guadagno, ma anche alla tutela della salute e dell'incolumità del singolo e della collettività».

Anche la politica si muove: «Basta tollerare l'illegalità- scrive il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti su Facebook - Vogliamo più sicurezza sulle strade, più controlli, più militari. Vogliamo una Genova più sicura».

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