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Caccia, multe agli animalisti che disturbano

Pronto il nuovo regolamento regionale tra mille polemiche

Una sanzione amministrativa "da 206,25 euro a 619,75 euro per chi volontariamente provoca disturbo all'esercizio venatorio, anche avvalendosi di strumenti atti all'allontanamento della selvaggina". Fa discutere il testo del nuovo regolamento regionale sulla caccia, in via di approvazione martedì 13 settembre nella sala verde del Consiglio. Le modifiche alla legge regionale 29 del 1994 che disciplina l’attività venatoria sono state approvate dalla III Commissione consiliare. Queste modifiche passeranno ora all'esame dell'Aula in Regione. La materia, da sempre spinosa, è ancora una volta oggetto di critiche e di lodi a seconda dello schieramento tra favorevoli e contrari alla caccia stessa. 

«Sarà lecito muoversi nei boschi armati e sparando, ma non camminare cantando o fischiando lungo i sentieri - commenta l'associazione Animalisti Genova - Il reato di disturbo venatorio è già stato dichiarato incostituzionale in passato da una sentenza del Tribunale di Milano. Noncurante di questo, la maggioranza ligure ci riprova. E mentre questa modifica viene approvata, ne viene bocciata una che chiedeva l'obbligo di giubbini ad alta visibilità per i cacciatori, a tutela di chi vorrebbe poter camminare tranquillo senza rischio di spiacevoli incontri: si parla di rilancio del turismo, ma da settembre a febbraio i boschi liguri saranno territorio esclusivo in mano a queste persone e al loro crudele, sanguinario e pericoloso hobby (oltre venti morti in media ogni anno). Siamo stufi di leggi asservite a questa sparuta lobby che vanno a danneggiare i cittadini comuni, e ci opporremo con ogni mezzo a questa ennesima vergogna». 

«Chi impedisce lo svolgimento della caccia impedisce l’esercizio di un’attività lecita e legittima, disciplinata da una legge nazionale (la 157 del 1992) e appunto da una legge regionale (la già citata 29 del 1994)» ha detto Claudio Muzio di Forza Italia

La novità più rilevante è che non entrerà in vigore nell’anno in corso, ma nella stagione 2017/2018, il nuovo tesserino regionale segnacatture, che comporta un nuovo metodo di annotazione dei capi abbattuti, e cioè subito dopo l’abbattimento e la conseguente raccolta. La norma che introduce il tesserino è infatti intervenuta successivamente all’avvio della stagione di caccia, che in Liguria ha avuto inizio il 1 giugno 2016, in concomitanza con l’attività di selezione al capriolo. Non è stato ritenuto opportuno, per motivi di tempo e di risorse, dare avvio alle procedure per la ristampa dei tesserini venatori. La legge nazionale prevede infatti che l’adeguamento da parte delle Regioni debba avvenire senza aumento dei costi e in questo caso, avendo già stampato e distribuito i tesserini, ci sarebbe stato un aumento di spesa di 43.000 euro.

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