Il ponte San Giorgio è aperto: poco dopo le 22 passate le prime auto

A 23 mesi dal crollo del ponte Morandi, poco dopo le 22 del 4 agosto, il nuovo viadotto è stato ufficialmente aperto al traffico

A quasi due anni dal crollo del ponte Morandi, una tragedia costata la vita a 43 persone e responsabile del mutamento radicale di quella di migliaia di altre, Genova ha nuovamente un ponte che collega le due sponde del Polcevera e i due tratti di A10, un collegamento fondamentale per la città e per la regione.

Il nuovo ponte San Giorgio, costruito in 15 mesi e inaugurato lunedì sera con una cerimonia cui hanno partecipato le più alte cariche dello Stato, è stato ufficialmente aperto da Autostrade per l’Italia poco dopo le 22 , ora in cui le transenne sono state rimosse e le prime auto hanno iniziato a transitare, prima da levante verso ponente e poi anche nell'altra direzione. Nel primo minuto dall’apertura sono passati una decina di veicoli, tra cui una moto, e una volta aperta anche la careggiata Est le auto si sono salutate da un lato all'altro del ponte suonando il clacson.

VIDEO | Ponte San Giorgio, ecco le prime auto che lo percorrono

Cresciuto sotto gli occhi di una vallata che ha prima ospitato il Morandi, imparando a conviverci, e poi lo ha visto cedere all’improvviso crollando su se stesso, il nuovo ponte San Giorgio taglia e unisce la Valpolcevera allo stesso tempo, una snella linea bianca che dalla collina di Coronata arriva sino a quella di Belvedere. Lunedì sera erano tantissime le persone che proprio alla chiesa di Coronata sono arrivare per tentare di scorgere qualche momento dell’inaugurazione e osservare il passaggio delle Frecce Tricolore, e martedì sera le auto, viste dall’alto, hanno iniziato a passarvi sopra quasi con noncuranza, mentre c’è chi ha ancora negli occhi il 14 agosto 2018 e promette che «no, non ci passerò mai». 

Come Egle Possetti, portavoce del Comitato Parenti Vittime del Ponte Morandi e sorella di Claudia Possetti, che nel crollo è morta insieme con il marito Andrea e i figli Manuele e Camilla. Come Egle, sono tanti i genovesi che si sono ripromessi di non salire sul nuovo ponte, ma sono tantissimi anche quelli lieti che i lavori siano finalmente arrivati alla fine e che la città abbia nuovamente un’infrastruttura fondamentale per il traffico e, di conseguenza, anche per il tessuto economico e sociale.

Resta da chiarire il nodo concessioni. Al 4 agosto, giorno dell'apertura, il concessionario resta Autostrade per l'Italia, in attesa della formalizzazione dell'accordo per l'ingresso dello Stato, con Cassa Depositi e Prestiti, nella società. Il ponte è passato nelle mani di Aspi dopo essere transitato da Webuild e Fincantieri, costruttori, alla struttura commissariale del sindaco Marco Bucci, e da lì al Ministero dei Trasporti.

Dai collaudi, Aspi è stata tagliata fuori: se ne sono occupati struttura commissariale e Anas, ma il sindaco Bucci, a poche ore dall'inaugurazione, è stato conciso sui rapporti tra struttura e Autostrade: «Domenica il direttore del tronco (Mirko Nanni, ndr) ha firmato il protocollo d’intesa tra struttura commissariale, Mit e concessionario, con cui affidiamo dalle 18 di martedì il ponte al Ministero che automaticamente lo affida al concessionario. Abbiamo firmato tutti e tre senza problemi».

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