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Movimento 5 Stelle, un addio in Regione

Lorenzo Tosa, giornalista professionista e addetto stampa del Movimento 5 Stelle, ha deciso di farsi da parte con un lungo post sulla propria pagina da Facebook

Lorenzo Tosa, giornalista professionista e addetto stampa del Movimento 5 Stelle, ha deciso di farsi da parte e con un lungo post sulla propria pagina da Facebook ha motivato la sua "scelta di coscienza", senza però entrare direttamente in polemica con il movimento fondato da Beppe Grillo, per il quale ha lavorato, ma senza esserne mai stato iscritto, attivista o rappresentante politico. Una scelta coraggiosa verso l'incertezza, che Tosa ha spiegato in maniera approfondita. 

«Mi ci sono voluti due anni per riflettere, trenta secondi per decidere - ha scritto - . La verità è che non ero piú in grado di garantire quella professionalitá che ho sempre messo sopra tutto. Sopra le idee e i dubbi, sopra la stanchezza e la coscienza personale. Ci vuole un po’ di coraggio, e un pizzico di follia, per lasciare il certo per l’incerto, l’ovvio per il forse. Ma siamo arrivati a un punto tale che non é piú possibile chiamarsi fuori. Quello che é accaduto é uno smottamento quasi impercettibile nella storia dell’uomo ma epocale nella grammatica temporale moderna; é accaduto che una quantitá non trascurabile di idee e conquiste che consideravamo assodate oggi sono ufficialmente - e profondamente - di nuovo in discussione. In ordine sparso: aborto, divorzio, scienza in tutte le sue declinazioni, Europa, europeismo, informazione, multiculturalismo, cultura, competenza, sviluppo economico, un certo grado di libertá sessuale e di benessere».

«Stiamo costruendo un mondo - ha continuato in cui, se fai figli, ti regalano un terreno da coltivare, in un’equazione prole > raccolto > forza lavoro che credevo di ripassare giusto in qualche volume di Jacques Le Goff. Come fai, di fronte a questa onda anomala, a mettere davanti lo stipendio? Come fai a continuare a ripeterti - e a ripetere a tuo figlio - che lo stai facendo per lui quando duecento uomini, donne e bambini vengono tenuti in ostaggio per giorni in mezzo al mare, nel silenzio da brividi di un’intera classe politica? Come puoi rinunciare a credere che quella cosa ti riguarda, ci riguarda e ci sta dicendo chi saremo tra cinque minuti, un anno, vent’anni?».

Infine un pensiero per i colleghi: «Saluto persone e colleghi a cui ho voluto e voglio bene (davvero!), e che ringrazio per oltre tre anni di crescita professionale e umana di cui non rimpiango quasi nulla. Solo che nella vita c’é un momento in cui devi fare una scelta. E, quando quei vent’anni saranno passati (a una velocitá, temo, pazzesca) voglio guardarmi indietro e sapere che ne sará valsa la pena. Cosa farò ora? Domanda meravigliosa, ammesso che davvero interessi a qualcuno. Leggeró molto, studierò (anche se non é la parola) altrettanto, mi immergeró ancor piú nell’inglese, nel mio amato spagnolo, gireró e viaggeró il piú possibile per capire oggi cosa é diventata la comunicazione: non necessariamente politica, non necessariamente giornalistica. E, soprattutto, smetteró, anzi... ho smesso di chiedermi cosa gli altri possono fare per me e ho cominciato a chiedermi cosa io posso fare per gli altri».

Il posto di Tosa è stato preso da Monica Rossi, giornalista professionista iscritta all'albo dell'Emilia Romagna.

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