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Salvini a Genova per l'appoggio a Bucci. Sul ponte Morandi: "Qualcuno dovrà pagare per quei morti"

Salvini lunedì pomeriggio si è recato a Genova per sostenere la ricandidatura del sindaco Marco Bucci

"Qua si vince al primo turno, non al ballottaggio": queste le parole di Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega, che lunedì pomeriggio si è recato a Genova per sostenere la ricandidatura del sindaco Marco Bucci.

Sul logo del partito del Carroccio non ci sarà il nome di Salvini, bensì quello di Bucci: "Questo è un omaggio a Genova - ha annunciato Salvini - la Lega di solito non inserisce i nomi dei candidati sindaco. Ma con tutto quello che avete passato voi genovesi e con tutto l'entusiasmo che ci avete messo, ho ritenuto il 12 giugno che Matteo Salvini potesse passare in secondo piano perché vengono prima Genova, la Liguria e Marco Bucci". Anche tutti gli altri partiti di centrodestra metteranno il nome di Bucci nel simbolo. "Questo ti costa un giro in barca", ha scherzato poi Salvini con il primo cittadino.

Salvini era stato più volte a Genova come ministro dell'Interno in occasione della tragedia del crollo del ponte Morandi: "Questa città è passata dalla tragedia dell'alluvione, del crollo del ponte - ha detto nel pomeriggio - e qualcuno dovrà pagare per quei morti, questo è fuori discussione. Ora il ponte c'è senza un giorno di ritardo, senza una tangente e senza un morto sul lavoro".

Per quanto riguarda le politiche nazionali, nel suo comizio Salvini ha ribadito: "Stiamo chiedendo a Draghi di andare avanti ma senza mettere nuove tasse. Qualcuno non ha ben chiari i costi che le famiglie stanno sostenendo". A margine dell'iniziativa si è poi soffermato a parlare anche della guerra in Ucraina: "Prima finisce la guerra, meglio è perché in guerra non c'è mai un vincitore, ma perdono tutti". Al comizio era presente anche una decina di profughi ucraini sordomuti, accolti nelle scorse settimane nel capoluogo ligure, che hanno potuto seguire gli interventi dal palco attraverso la traduzione simultanea in Lis. "Questi sono veri profughi che scappano da una guerra vera, che prima finisce meglio è - ha ribadito Salvini - ben diversi dai finti profughi che da barchini e barconi hanno portato solo problemi".

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