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M5S, tre consiglieri comunali divorziano da Grillo e fondano un nuovo gruppo

Paolo Putti, Emanuela Burlando e Mauro Muscarà scrivono: «Non siamo cambiati noi, abbiamo ancora quei sogni, quelle speranze e quella voglia che qualcuno li porti avanti nelle istituzioni, è il Movimento ad essere cambiato»

«Non siamo cambiati noi, abbiamo ancora quei sogni, quelle speranze e quella voglia che qualcuno li porti avanti nelle istituzioni, è il Movimento ad essere cambiato». Con queste parole, contenute in un lungo comunicato ricco di motivazioni, il capogruppo del M5S Paolo Putti e i due consiglieri comunali Emanuela Burlando e Mauro Muscarà hanno ufficializzato l'addio al Movimento  5 Stelle che,ora, rimane in consiglio comunale con due soli consiglieri: Andrea Boccaccio e Stefano De Pietro,

Contemporaneamente i tre hanno anche annunciato la creazione di un nuovo gruppo:  «Si può dire che non siamo noi ad uscire dal Movimento, ma è il Movimento che è uscito dal tracciato di quel volo che avevamo iniziato e che quindi ci costringe a prenderne le distanze. Formeremo un altro gruppo, temporaneamente, che si chiamerà Effetto Genova, per salvaguardare fino all'ultimo i diritti e il benessere dei genovesi tutti e per rivendicare il buon lavoro fatto sul territorio, giorno per giorno, scegliendo anche posizioni scomode, ma sempre coerenti con il programma del Movimento, scritto insieme ai nostri compagni di viaggio a sposato a tutto tondo, senza sconti, o senza assecondare le platee per cercare con opportunismo il consenso. Tutto questo siamo stati in grado di guadagnarlo con l’aiuto di tante persone e di attivisti in gamba, linfa primigenia del Movimento, almeno come noi lo conoscevamo. A questo noi ci siamo riferiti, su questo abbiamo chiesto in questi anni all’assemblea di misurarci e questo continueremo a seguire come Effetto Genova».

Non mancano inoltre alcune critiche alla gestione del Movimento e soprattutto alla strada intrapresa negli ultimi anni: «Un gruppo di uomini e donne - scrivono ancora Putti, Muscarà e Burlando - sette anni fa aveva deciso, a Genova, di volere arrivare a sud per ridare a questa città e alla comunità che li vive la voglia di capire, di informarsi, di pretendere informazioni, di assumersi responsabilità, per riprendersi con pienezza il ruolo di cittadini, volando con le ali che allora apparivano le più disponibili, le sole in grado di garantire un volo libero e coerente che quest’ardua impresa richiedeva. Da ormai due anni viviamo queste ali come un fardello enorme da portare, abbiamo provato a chiedere di riprendere il volo che avevamo iniziato, ma nulla ci è stato risposto, se non un vago e perentorio “il movimento è cambiato , se non ve la sentite ci sono tante altre cose da fare nella vita”, abbiamo creduto nelle competenze e nel merito come criteri guida per individuare le persone giuste per ogni ruolo anziché le raccomandazioni o le convenienze. Avremmo potuto accettare in silenzio, ma eravamo e rimaniamo convinti che la critica costruttiva sia l'unica possibilità di crescita possibile.  Avremmo potuto difendere, senza farci domande, la posizione del “partito” e dello “staff” e scegliere di solleticare la pancia della città, a discapito della consapevolezza dei nostri concittadini, ma noi non siamo né abbiamo mai voluto essere questo. Noi avevamo e abbiamo l’incarico di una città, (avuto da 34000 persone) di tutelarne i bisogni, le speranze, i sogni e per noi questo è sempre stato l'unico mandato.  Siamo partiti che dovevamo promuovere la consapevolezza dei cittadini, oggi sembra ci venga richiesto di raggiungere il consenso che dà il potere, privilegiando una comunicazione da televendita, a scapito dei contenuti e della necessità di capire e approfondire».

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