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Ambulanze a pagamento per i disabili, sale la protesta

Una delibera della giunta ha tolto ai malati affetti da "non deambulabilità" parziale il diritto al trasporto gratuito in ambulanza verso i centri di riabilitazione

Genova - Ambulanze a pagamento per i disabili parziali non affetti da deambulabilità. Questo il contenuto di una delibera della giunta che sta creando non poco scompiglio in Regione.

Sull’argomento è intervenuto Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti che reputa la scelta della Regione «incivile e umiliante per i pazienti liguri».

«È impensabile che malati affetti da patologie pesantemente invalidanti siano costretti a dover rinunciare a curarsi perché la Regione ha deciso di far loro pagare le spese trasporto in ambulanza nel tragitto casa-ospedale». Così interviene Lorenzo Pellerano in merito al caso sollevato dalla stampa locale di alcuni malati di sclerosi multipla che hanno sospeso le proprie cure nel centro di riabilitazione della Asl 3 genovese alla Fiumara perché non sono in grado di sostenere l'onere economico richiesto oggi per il trasporto in ambulanza.

«Ho depositato – dichiara Pellerano – un'interrogazione in consiglio regionale per sapere se la Regione intenda adottare provvedimenti che rivedano la delibera di giunta n.583 del 18 maggio 2012 in base alla quale l'erogazione del trasporto in ambulanza a carico del sistema sanitario nazionale è garantita solo a chi si trova in una condizione di “non deambulabilità” assoluta, privando di fatto del servizio quei malati che hanno una “non deambulabilità” parziale. Una scelta che ritengo incivile e lontanissima da qualsiasi concetto di pari opportunità perché sembra dividere i malati in pazienti di serie A e di serie B. Questa direttiva ha già costretto tanti malati a ricorrere ai mezzi pubblici, per esempio il taxi, e a farsi carico del costo di trasporto per raggiungere le strutture ospedaliere presso le quali vengono erogate le cure e le prestazioni di cui hanno un bisogno vitale. Inoltre, è plausibile che i 36 malati di SM che hanno segnalato il proprio caso siano solo la punta dell'iceberg di una situazione diffusa a livello regionale e che riguardi molte categorie di malati cronici.

Nell'interrogazione chiederò, inoltre, quali azioni la Regione intenda intraprendere per attuare risparmi senza umiliare i pazienti liguri affetti da gravi patologie, negando loro il diritto alle cure.

Sfruttando le moderne tecnologie, per esempio il gps, penso si potrebbero fare dei risparmi sui trasporti sanitari, ottimizzando la rete dei servizi rispetto alla distribuzione della popolazione. Inoltre, invece di continuare a tagliare i servizi alle fasce più deboli e ai malati cronici questa giunta dovrebbe concentrarsi nell'individuazione degli sprechi reali della sanità regionale, nella valutazione dell'effettiva necessità di certe società partecipate e nella corretta assegnazione dei premi a manager già lautamente stipendiati dalle casse regionali e quindi dalle tasche dei liguri. Alcuni di questi dirigenti ritengo siano corresponsabili della grave situazione in cui oggi versa la sanità ligure: in certi casi viene da pensare se ci siano gli estremi affinché la Regione proponga delle azioni di responsabilità per il risarcimento dei danni causati da scelte irragionevoli a livello di strategia gestionale».

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