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VIDEO | "Dove si posa il vento": i contributi dell'Università di Genova in occasione del 25 Aprile

Con la partecipazione di Massimo Minella, Marco Rinaldi, Stefano Rolli, Massimo Zamboni, e la collaborazione di Franco Piccolo e Cristiano Roversi

L'Università di Genova ha celebrato la Festa di Liberazione ricordando il 25 aprile attraverso una scelta di testimonianze simboliche, narrazioni attoriali, immagini e parole in musica.

A cura di Fabrizio Benente, Prorettore alla terza missione; con la partecipazione di Massimo Minella, Marco Rinaldi, Stefano Rolli, Massimo Zamboni, e la collaborazione di Franco Piccolo e Cristiano Roversi.

Il video è stato messo online il giorno del 25 aprile sul canale YouTube di UniGe.

Una conversazione per non dimenticare, parole per continuare a riflettere. Il senso dell'iniziativa lanciata dall'Ateneo genovese nel giorno della Liberazione è un invito a custodire e a valorizzare il passato, continuando a tener viva la memoria di quanto accaduto. È un'operazione di conoscenza declinata su differenti piani di lettura. Nei sotterranei dell'Albergo dei Poveri, nell'ala del palazzo che ancora deve essere oggetto di trasformazione e riutilizzo per fini accademici, Massimo Minella, giornalista e scrittore, dialoga con il prorettore Fabrizio Benente sul valore del 25 Aprile. Ricordi privati si incrociano così con racconti che appartengono ormai alla memoria collettiva, come la storia di Campo 52 di Pian di Coreglia, in Valfontanabuona, liberato dai partigiani nell'estate del '44.

Alle parole si unisce la musica, con la fisarmonica di Franco Piccolo, in un cammino che affronta i temi della Liberazione, mettendo sempre al centro i suoi protagonisti e chi, in quegli anni, ha compiuto la scelta precisa di combattere il nazifascismo. Emerge il desiderio di dare forza al valore della Liberazione, attraverso un racconto collettivo che affascina e sorprende, emoziona e fa riflettere.

L’attore Marco Rinaldi interpreta alcuni brani di “Cenere. Racconti partigiani in attesa di un aprile” (Erga 2011). Marco Rinaldi, che insieme ad Andrea Possa compone i "Soggetti Smarriti", si presenta in una veste diversa, quella di autore e narratore, riproponendo i passaggi salienti di uno spettacolo che ha ottenuto importanti riconoscimenti e critiche particolarmente positive. Utilizzando il linguaggio e la narrazione teatrale, Rinaldi ci accompagna in un viaggio nel mondo e nella vita della lotta partigiana in Liguria, senza moralismi né forzature, ma con empatia e condivisione di simboli e di memoria.

Ha contribuito anche Stefano Rolli, che lavora per Il Secolo XIX dal 1990 e dal 2002 le sue vignette escono ogni giorno sulla prima pagina del quotidiano ligure. Rolli è giornalista, disegnatore, ricercatore di melodie e suonatore di ghironda. Ha scelto da anni di abitare sull’Appennino, in terre intrise di lavoro, di memoria, di ricordi, non lontane da quelle aspre rupi e da quei casoni per la raccolta delle castagne che furono i primi rifugi delle formazioni partigiane liguri. Stefano Rolli ha scelto di dialogare con Fabrizio Benente, durante la realizzazione di una delle vignette pensate per la Festa di Liberazione, proponendo una riflessione sulla trasmissione della memoria, dei simboli, dei significati e della difesa e ricerca del bene comune.

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