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Cronaca

Terremoto a Genova, due scenari possibili per il sismologo Solarino

ll sismologo genovese dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Stefano Solarino: "In arrivo scossa più forte oppure serie più deboli"

Come ha vissuto questa giornata il sismologo genovese Solarino? "Con grande fatica e un pizzico di curiosità scientifica. È un terremoto che merita approfondimento". 

Mentre Stefano Solarino, primo ricercatore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, studia la scossa più forte registrata negli ultimi cento anni a Bargagli, zona dell'epicentro del terremoto di magnitudo 4.1 avvertito ovunque a Genova giovedì 22 settembre, i cittadini si domandano se la terra possa tornare a vibrare.

Per il sismologo gli scenari sono due: "Non si possono fare previsioni e non possiamo dire come evolverà il fenomeno principalmente perché non sappiamo se quella che si è verificata  oggi è la scossa principale oppure no", mette subito in chiaro lo scienziato. "Abbiamo però aperti due scenari: nel caso in cui quella delle 15.39 sia stata la scossa più forte della sequenza, allora assisteremo ad altre scosse con magnitudo decisamente inferiori, anche una quarantina o cinquantina che in parte potrebbero essere non percepite dalla popolazione e che dureranno due, tre o quattro giorni. Ma è molto difficile anche in questo caso dare degli ordini di grandezza".

Oppure? "Se invece non fosse la scossa più grande e fosse un pre-shock di una scossa più importante, allora a questo punto è davvero impossibile fare alcuna previsione e bisogna vedere cosa succede e seguire l’evolvere della sequenza".

Cosa fare durante un terremoto, le linee dell'Ingv

Se si è in un luogo chiuso, l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, consiglia di mettersi nel vano di una porta inserita in un muro portante (quello più spesso), vicino a una parete portante o sotto una trave, oppure di ripararsi sotto un letto o un tavolo resistente. Al centro della stanza si potrebbe rimanere colpiti dalla caduta di oggetti, pezzi di intonaco, controsoffitti, mobili, ecc.

Altra informazione utile: non precipitarsi mai fuori, ma attendere la fine della scossa.

 Se invece ci si trova in un luogo aperto, il consiglio è quello di allontanarsi da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche: si potrebbe rimanere colpiti da vasi, tegole e altri oggetti. Fare attenzione alle altre possibili conseguenze del terremoto: crollo di ponti, frane, perdite di gas ecc.

Cosa fare dopo un terremoto

L'Ingv raccomanda di assicurarsi dello stato di salute delle persone attorno e, se necessario, prestare i primi soccorsi. Prima di uscire chiudere gas, acqua e luce e indossare le scarpe. Uscendo, evitare l’ascensore e fare attenzione alle scale, che potrebbero essere danneggiate.

Una volta fuori, mantenere un atteggiamento prudente. Se si è in una zona a rischio maremoto, allontanarsi dalla spiaggia e raggiungere un posto elevato. Limitare, per quanto possibile, l’uso del telefono così come l’uso dell’auto per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.

Raggiungi le aree di attesa previste dal Piano di emergenza comunale.

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