Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

'Spese pazze' in Regione, ex consiglieri dovranno restituire oltre 47mila euro

La vicenda risale ai primi cinque mesi del 2010. I sei ex consiglieri regionali dovranno risarcire le spese non ritenute attinenti all'attività istituzionale

Nelle varie inchieste sulle cosiddette 'spese pazze' in Regione sono finiti rappresentanti di un po' tutti i partiti. Ma, oltre alle varie condanne, gli ex consiglieri sono chiamati anche a restituire quanto percepito indebitamente.

I giudici della Corte dei Conti della Liguria hanno condannato a un risarcimento complessivo di oltre 47mila euro gli ex consiglieri regionali: Vincenzo Nesci e Giacomo Conti (Rifondazione comunista-Sinistra Europa); Carmen Patrizia Muratore (Italia dei Valori); Vincenzo Plinio e Alessio Saso (Alleanza Nazionale) e Tirreno Bianchi (Partito comunista italiano-Sinistra Arcobaleno).

La vicenda risale ai primi cinque mesi del 2010. I sei ex consiglieri regionali dovranno risarcire le spese non ritenute attinenti all'attività istituzionale dei vari gruppi politici di cui facevano parte. La procura contesta soprattutto spese di ristorazione, di viaggi e spostamenti giudicate non inerente all'attività istituzionale o non adeguatamente documentate.

Giacomo Conti e Vincenzo Nesci dovranno risarcire, a vario titolo, oltre 5.800 euro. L'ex rappresentante regionale di Italia dei Valori, Carmen Muratore, è stata condannata a risarcire poco più di 22mila euro tra cui 9mila di spese per consulenze ritenute personali. Le spese considerate illegittime contestate ad Alessio Saso e Vincenzo Plinio ammontano a 8.500 euro. È di quasi 11mila euro, invece, il risarcimento richiesto a Tirreno Bianchi.

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