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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca Centro Storico / Via della Maddalena

Spaccio nel centro storico: undici richieste di rinvio a giudizio dopo le indagini dei carabinieri

I militari hanno riscontrato la presenza di un’organizzazione stabilmente insediata in una ristretta area del centro storico, nota per essere una 'piazza di spaccio' a cielo aperto, nei pressi della stazione della metropolitana di San Giorgio

Spaccio di droga nel centro storico e soprattutto nella zona della Maddalena e nei pressi della stazione San Giorgio della metropolitana. Richiesta di rinvio a giudizio per undici persone di origini africane che erano state arrestate e denunciate dai carabinieri nel corso di alcune indagini svolte nel 2021 nei pressi della stazione della Maddalena. Le attività investigative erano iniziate in seguito a numerosi esposti che denunciavano il fenomeno, presentati sia dal personale di Amt che da impiegati e genitori di un vicino istituto scolastico.

Nonostante la quotidiana vigilanza delle forze dell'ordine e dello stesso personale Amt, che pattugliano internamente ed esternamente la stazione della metropolitana, l’attività di spaccio degli stupefacenti proseguiva ininterrottamente, favorita da numerose persone che, pur non prendendo attivamente parte agli scambi, stazionavano nell’area, avvisando gli spacciatori e gli acquirenti della presenza di eventuali 'disturbatori'. I carabinieri hanno quindi riscontrato la presenza di un’organizzazione stabilmente insediata in una ristretta area del centro storico, nota per essere in sostanza una 'piazza di spaccio' a cielo aperto: a conferma di questa interpretazione vi sono anche le numerose dichiarazioni rese dagli acquirenti fermati poco dopo la cessione dello stupefacente; tutti hanno dichiarato di essere giunti in zona appositamente, senza preventivi contatti con gli spacciatori, sicuri di trovare il pusher 'di turno' pronto a vendere la droga.

Grazie alle indagini, svolte con pedinamenti, osservazioni e analisi delle immagini della videosorveglianza i miitari hanno identificato undici persone di origine africana, entrate in Italia con regolare visto per richiedenti protezione internazionale. Gli stessi non svolgono attività lavorativa, risultano spesso anagraficamente residenti fuori dalla città di Genova e sono risultati avere costantemente a
disposizione vari tipi di sostanza stupefacente (hashish, cocaina, crack, eroina); l’attività, nonostante i numerosi sequestri e arresti in flagranza di reato, non è mai cessata del tutto e ha visto sempre l’avvicendarsi di nuove leve che sostituivano i pusher denunciati o arrestati.  

Il modus operandi riscontrato era quasi sempre lo stesso: il pusher agganciava l’acquirente nelle vie limitrofe e lo indirizzava verso il luogo ritenuto più sicuro, tendenzialmente sulle scale di accesso alla stazione della metropolitana, per poi fingere di parlare al cellulare e tenere sotto controllo l’area. Giungeva anche una seconda vedetta che si posizionava in modo da poter controllare al meglio la zona, segnalando poco dopo con un gesto eloquente la possibile presenza delle forze dell'ordine. 

Per la cessione di droga alle donne veniva utilizzato invece un altro sistema: dopo la consegna del denaro lo scambio avveniva passando la droga di bocca in bocca. 

Il dottor Vona della Procura di Genova, titolare dell’attività di indagine, condividendo le risultanze delle indagini della compagnia Genova-Centro, ha richiesto al giudice per le indagini preliminari il rinvio a giudizio di tutti gli undici indagati.

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