Sgombero lungomare Canepa, «una tragedia umanitaria»

Intervento di di Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group, sullo sgombero in lungomare Canepa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

L'innocenza di Genova verso il popolo Rom è finita. La drammatica condizione umanitaria di almeno cinquanta persone Rom, con bambini e malati, che vivevano - senza alcun sostegno sociale - presso gli insediamenti sul lungomare Canepa (Sampierdarena) non ha fermato l'intransigenza né le ruspe delle autorità locali.

EveryOne Group ha effettuato oggi un intervento urgente per consentire ad alcune madri di acquistare le medicine per i loro bambini, sofferenti di patologie rilevanti, e per munire una famiglia dei biglietti ferroviari necessari per spostarsi in altra sede.

La nostra organizzazione, però, non riceve alcun supporto (al contrario, ha ricevuto diversi atti di persecuzione istituzionale che l'hanno indebolita e quasi messa in ginocchio) e non è in grado di fronteggiare una simile emergenza. Le istituzioni locali non hanno approntato alcun piano di sostegno per le famiglie colpite dall'evacuazione forzata e - a quanto ci risulta - non hanno previsto di monitorare il destino delle famiglie messe in mezzo alla strada in una dolorosa marcia verso il nulla.

A differenza di quanto riportato da alcuni media locali, non tutti i cittadini di Sampierdarena erano favorevoli allo sgombero. «È un peccato, perché alcuni di loro si erano integrati bene qui a Sampierdarena - ci ha detto Alberto, un pensionato che vive vicino all'ex-insediamento - e svolgevano volentieri qualche lavoretto, impegnandosi molto. Mia moglie e io abbiamo aiutato una famiglia Rom che viveva sul lungomare, con qualche euro o facendo un po' di spesa per loro. Adesso siamo preoccupati, perché sono così poveri! Dove andranno e come faranno a vivere? Non possiamo, ormai, che pregare che stiano bene e che qualcuno li aiuti».

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