Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Ricorso al Tar contro la Dad superato dall'ultima ordinanza, ma la battaglia delle associazioni prosegue

Le associazioni ricorrenti: «Riteniamo comunque fortemente positivo il fatto che il Tar abbia ritenuto di dare seguito al giudizio al fine di valutarne nel merito la legittimità, fissando nuova udienza al 22 giugno»

Il Tar della Liguria, con l'ordinanza numero 105 del 2021 depositata giovedì 29 aprile ha dichiarato improcedibile il ricorso cautelare presentato dalle associazioni "Riapriamo la  Scuola della Costituzione" e "Giuristi Democratici" contro l'ordinanza regionale sulla didattica a distanza (Dad) che aveva fissato la scuola in presenza per il 50% degli studenti. La motivazione del Tar è che, nonostante la tempestività del ricorso, l’ordinanza non è più in vigore in quanto sostituita dall’ordinanza numero 18 del 23 aprile, che istituisce la presenza in classe per il 70% degli studenti.

Le associazioni ricorrenti, in una nota firmata da "Riapriamo la  Scuola della Costituzione", "Rete Nazionale Scuola in Presenza" e "Priorità alla Scuola" hanno commentato: «Riteniamo comunque fortemente positivo il fatto che il Tar Liguria (a differenza dei Tar di altre regioni che a fronte di ordinanze scadute alla data dell’udienza hanno dichiarato l’improcedibilità nel merito del ricorso), in considerazione “del doveroso bilanciamento  tra diritti di rango costituzionale persiste un interesse alla definizione della lite”, abbia ritenuto di dare seguito al giudizio al fine di valutarne nel merito la legittimità, fissando nuova udienza al 22 giugno, stessa data fissata per la discussione del precedente ricorso contro l’ordinanza regionale del numero 2 di Gennaio, che aveva precluso la didattica in presenza nel vigore di una legge che la garantiva al  50%».

«In quella data - hanno aggiunto - il Tar dovrà valutare se il sacrificio imposto dalla nostra Regione agli studenti delle scuole superiori fosse giustificato o meno dalle esigenze di contenimento del virus sulla base di dati scientifici ed epidemici attendibili. In questo giudizio la Regione Liguria, nelle proprie difese, si è limitata a produrre dati statistici sulle scuole risalenti al settembre 2020, e altri dati più recenti riferiti alla diffusione nazionale e regionale del Covid, senza alcuno specifico riferimento all’ambiente  scolastico. Alla luce dell’ordinanza odierna, pare più che evidente che il succedersi con cadenza quasi settimanale, di ordinanze che disciplinano la didattica nelle scuole superiori dallo scorso mese di gennaio, a fronte di una pandemia che si protrae da un anno e mezzo, rende impossibile una efficace tutela giudiziaria contro provvedimenti gravemente  lesivi di diritti fondamentali, in quanto quando si arriva davanti al giudice, i provvedimenti sono stati costantemente sostituiti da altri di analogo contenuto, senza peraltro alcun aggiornamento dei dati epidemiologici sulla diffusione del virus nelle scuole».

«Ad ulteriore conferma dell’impraticabilità di una tutela giudiziaria tempestiva rispetto alle scelte dell’amministrazione - hanno concluso le associazioni - , evidenziamo che l’ordinanza regionale numero 18 del 23 aprile, attualmente vigente, limitativa della didattica in presenza al 70%, scadrà l’8 Maggio, ed è destinata ad essere sostituita da nuove ordinanze, nonostante che il legislatore nazionale abbia dettato una disciplina uniforme fino alla fine dell’anno scolastico in corso, che consente lo svolgimento della didattica in presenza fino al 100%».

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