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Il pesto: quattro curiosità che (forse) non sai

Qualche curiosità sul nostro amato pesto, nella tradizione della cucina ligure da moltissimo tempo

Il pesto rappresenta la nostra cucina nel mondo. Dove viene, diciamolo pure, spesso modificato, fino a diventare tutt'altro. 

Anche a Genova però ogni famiglia conserva una sua particolare ricetta, sempre restando fedele a quella classica - di certo nessuno si sognerebbe di aggiungere il burro, come invece chef Oldani sostiene vada fatto.

Ogni genovese (o quasi) ama il pesto e lo utilizza per condire la pasta davvero spessissimo. 

Ci sono però alcune curiosità che forse non tutti sanno. Come, per esempio, quali siano le sue origini o cosa significhi la parola "basilico".

Eccone quattro:

1) I primi "precursori" del pesto furono probabilmente salse di origine latina come il moretum, un mix di formaggio, olio ed erbe, arricchito talvolta dalle noci. Ovviamente si tratta di un condimento completamente diverso rispetto a quello attuale, ma secondo alcuni studiosi di scienze gastronomiche fu proprio quello originario.

2) La parola basilico deriva dal latino medievale basilicum, con origine dal greco basilikon (phyton) e significa "erba regale".

3) Il primo a citare il pesto nei proprio scritti sarebbe stato un noto gastronomo del diciannovesimo secolo, Giovanni Battista Ratto, nella sua opera La Cuciniera genovese: “Prendete uno spicchio d’aglio, basilico (baxaicö) o in mancanza di questo maggiorana e prezzemolo, formaggio olandese e parmigiano grattugiati e mescolati insieme e dei pignoli e pestate il tutto in mortaio con poco burro finchè sia ridotto in pasta. Scioglietelo quindi con olio fine in abbondanza. Con questo battuto si condiscono le lasagne e i gnocchi, unendovi un po’ di acqua calda senza sale per renderlo più liquido”.

4) Il pesto è diventato famoso anche grazie agli equipaggi delle navi mercantili o passeggeri che dal porto di Genova salpavano per luoghi lontani, come il quartiere genovese La Boca di Buenos Aires.

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