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Music for Peace, Farnesina: «Ritardi dovuti alla situazione difficile dell'Egitto»

Per i cinque di Music for Peace la missione si sta rivelando più difficile del previsto. Genova tiene il fiato sospeso. Oggi alle 18 sit in davanti alla prefettura. Farnesina: abbiamo fatto tutto il possibile

Oggi il valico di Rafah è aperto per cui i cinque componenti la missione umanitaria di Music For Peace, dopo trenta giorni di blocco in Egitto, potrebbero finalmente riuscire a entrare a Gaza. Quali sono i motivi dei ritardi? Eccoli riassunti nel diario di bordo dell'associazione.

«Parte del nostro materiale non è accettabile perché non ha utilizzo ospedaliero. Il materiale contestato è il seguente: l’ambulanza, donata dalla Croce Bianca Genovese e completamente attrezzata; lettini per ospedale; detergenti disinfettanti; gruppo elettrogeno, donato dall’ospedale San Martino di Genova; giocattoli per gli ospedali pediatrici».

«Come è possibile - prosegue la onlus genovese - affermare che l’ambulanza non viene utilizzata dagli ospedali? Informiamo nell'immediato la nostra Ambasciata e il nostro Consolato. A loro volta iniziano a contattare le istituzioni egiziane competenti. Vorremmo evidenziare come in questo mese non siamo stati solo noi a essere stati presi in giro, ma soprattutto le nostre istituzioni, in primis lo Stato Italiano. Non esageriamo, anzi riflettete, viene fornito da parte del Ministero e dell’Intelligence egiziani non uno, ma ben due permessi, per il transito del convoglio, alla nostra Ambasciata. Adesso questi documenti non sono riconosciuti dalle stesse autorità che li hanno prodotti. Ma quale peso ha l’Italia all’interno di questo Paese? Nullo».

Questa mattina, nella concitazione della giornata, visto quanto accaduto in Spagna, la Farnesina ci ha concesso gentilmente una mezz'ora per darci la sua versione. Innanzi tutto ci è stata ricordata una buona norma prima di mettersi in viaggio, consiglio valido per tutti, pena un serio rischio per la propria sicurezza.

Sul sito internet Viaggiare sicuri, basta digitare Egitto per trovare questo. «Si sconsigliano i viaggi  nel Paese con destinazioni diverse dai resorts situati nelle località turistiche del Mar Rosso (Sharm el Sheikh, Marsa Alam, Berenice e Hurgada) ed in quelle della costa nord (Marsa Mathrou, El Alamein), dove al momento non si registrano elementi di criticità, anche se, in ragione del continuo evolvere degli eventi non sono da escludere azioni dimostrative legate alla situazione di generale instabilità del Paese».

Music for Peace è un'associazione umanitaria per cui rientra nella Convenzione di Ginevra che obbliga gli Stati a favorire il transito di convogli umanitari. Ma questo fondamentale trattato, purtroppo, non mette ai ripari dai pericoli.

Mentre Stefano Rebora, Valentina Gallo, Sandra Vernocchi, Claudia D’Intino e Alvaro Gando si trovano a Al Arish in attesa delle decisioni delle autorità egiziane, oggi alle 18 a Genova è in programma un presidio davanti alla prefettura.   

Questa mattina la Farnesina ha ribadito di aver fatto tutto il possibile, tramite ambasciata e consolato, per favorire il buon esito della missione. Le autorizzazioni, ci spiegano, sono arrivate a metà giugno, più o meno con l'arrivo in Egitto della missione.

Ad Alessandria sono sorti i primi problemi: le autorità egiziane hanno contestato il passaggio di un'ambulanza e un'auto tipo station wagon. In più, l'intero carico aveva bisogno di scorta e assicurazione, così come richiesto dalle leggi del Paese.

L'Egitto ha negato la scorta e anche trovare l'assicurazione non è stato facile. Tuttavia il 21 luglio è arrivata la liberatoria e il convoglio è potuto ripartire. Nel viaggio verso Rafah un nuovo intoppo: un ponte è presidiato dall'esercito. L'intervento dell'ambasciata ha permesso di sbloccare la situazione.

Una volta giunti finalmente al valico il nuovo stop, raccontato sopra nel diario di bordo. Finora la Farnesina ha seguito passo passo la vicenda e conferma come «i ritardi sono dovuti alla situazione difficile dell'Egitto».

Per i cinque di Music for Peace la missione si sta rivelando più difficile del previsto. Genova tiene il fiato sospeso. E un messaggio si fa largo fra i pensieri. Ragazzi, non fateci preoccupare.

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