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Il sindaco-commissario sullo "strappo" con Anac: «Nessun atto da inoltrare in questi mesi»

Marco Bucci interviene sulla presunta rottura con l'Autorità Nazionale Anticorruzione: nessun provvedimento sarebbe stato adottato dopo la firma dell'intesa, e il protocollo agisce su quelli precedenti

«Il commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto Polcevera ha particolare piacere e interesse a proseguire la collaborazione con Anac, come per altro già comunicato in un recente colloquio»: così il sindaco-commissario per la demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, Marco Bucci, replica ufficialmente alla notizia dello “strappo” tra la struttura commissariale e l’Autorità Nazionale Anticorruzione, con cui lo scorso 7 dicembre aveva siglato un accordo di collaborazione finalizzata alla vigilanza sull'assegnazione e gestione dei lavori in uno dei cantieri più complessi e importanti della storia di Genova, se non di tutta Italia. 

Le indiscrezioni su una rottura tra struttura e Anac avevano iniziato a circolare nei giorni scorsi: alla base ci sarebbe il fatto che a oggi nessun atto sarebbe stato inviato all’ente presieduto da Raffaele Cantone per l’approvazione preventiva. A questo, il sindaco-commissario ha risposto che «il protocollo prevedeva una ordinaria scadenza trimestrale qualora non fossero stati richiesti interventi da parte del commissario, in relazione a procedure di affidamento instaurate dopo la stipula del protocollo avvenuta il 7 dicembre, sulle quali l’Anac avrebbe dovuto effettuare la vigilanza collaborativa in via preventiva all’adozione degli stessi atti. In effetti nessun atto di tale tipologia è stato emesso in tale periodo dal commissario, e quindi nessun inoltro poteva essere fatto».

La nota ufficiale della struttura commissariale spiega che «l’attività in corso era infatti riferita a procedure di affidamento già definite in epoca precedente alla stipula dello stesso orotocollo, nei cui confronti quindi non si sarebbe potuto procedere in via preventiva, alla tipologia di verifica dell’Anac prevista. Peraltro, di tale attività è stata comunque data piena e costante informativa all’Anac con inoltro degli atti e dei documenti relativi e con pieno recepimento delle osservazioni che l’Autorità ha ritenuto di formulare».

La struttura ha quindi concluso ricordando in via indiretta che Anac non è l’unico ente preposto al controllo delle operazioni che vengono svolte nell’ambito e nel cantiere del Morandi: «Il Decreto Genova prevede che tutta la normativa antimafia rientri nell’esclusiva competenza diretta della Prefettura di Genova, con la quale è allo stato attuale attivo uno specifico Protocollo, stipulato il 17 gennaio scorso».

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