Delitto di Crocefieschi: arrestato un 50enne, sparò per un credito

A incastrare Enrico Noli è stato un sms, inviato alla vittima e firmato. Il risveglio della vittima dal coma ha permesso ai carabinieri di chiudere il cerchio e arrestare il presunto colpevole del tentato omicidio

I carabinieri hanno fermato un uomo, ritenuto responsabile del tentato omicidio di Gian Carlo Bondanza, verificatosi in località Vallegge di Crocefieschi. Questa mattina i militari della compagnia di San Martino hanno arrestato Enrico Noli, 54enne pregiudicato genovese, in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelate in carcere, emessa dal gip.

Giunge così a una svolta l'indagine, condotta dal sostituto procuratore Massimo Terrile. Come ricostruito dai carabinieri, nel tardo pomeriggio del 6 gennaio 2017 Gian Carlo Bondanza si trovava all'interno della propria abitazione; tra le ore 17.15 e le 17.30 ricevette la visita di Noli, intenzionato a riscuotere una somma in denaro di modesta entità, dovutagli dalla vittima per un lavoro di riparazione alla caldaia.

Di fronte al tentativo di procrastinare il pagamento, il cinquantenne esplose tre colpi d'arma da fuoco, uno dei quali raggiunse Gian Carlo Bondanza alla regione oculare destra. Trasportato d'urgenza presso l'ospedale San Martino, dopo aver sostenuto nella nottata un delicato intervento chirurgico di craniotomia durato alcune ore per la rimozione dell'ogiva, Gian Carlo Bondanza rimase ricoverato in prognosi riservata presso il reparto di rianimazione, con forti perplessità circa le sue reali possibilità di guarigione e di ripresa delle piene facoltà cognitive e motorie.

L'immediato sopralluogo dei carabinieri ha consentito di trovare presso l'abitazione del ferito tre bossoli calibro 6,35 Browning e i resti metallici riconducibili all'incamiciatura di un proiettile. Le prime informazioni sull'accaduto rese dal padre della vittima ai militari del Nucleo Operativo della compagnia di San Martino non hanno consentito di raccogliere elementi determinanti per l'individuazione dell'autore in considerazione che l'anziano genitore, benché casualmente imbattutosi nel responsabile mentre si dava alla fuga, non è riuscito a fornirne una descrizione puntuale dell'uomo.

L'attività investigativa dei militari dell'Arma ha tratto un importante spunto da un sms giunto sul cellulare della vittima poco prima dell'aggressione e recante le seguenti frasi: “Stai attento tu domani non ci arrivi. Enrico”. Gli immediati accertamenti hanno consentito di ricondurre la paternità del testo a Enrico Noli, già noto per i suoi precedenti in materia di stupefacenti e armi, nei cui confronti è stata svolta una perquisizione domiciliare, dove però non è stata trovata l'arma, nonché l'accertamento dello stub (che ha dato esito di compatibilità).

Le ulteriori attività di indagine, sia di carattere tradizionale che tecnico, hanno permesso di chiarire il futile movente alla base del delitto nonché conseguire solidi elementi per la ricostruzione dei tempi e della dinamica del fatto, che hanno al contempo consentito di confutare l'alibi fornito dal Noli nelle dichiarazioni rese ai carabinieri circa i suoi spostamenti di quel pomeriggio di gennaio.

La conferma di Noli quale esecutore materiale del delitto è arrivata alla fine del febbraio scorso quando la vittima, fortunatamente ripresasi con gradualità dall'operazione, ha corroborato con le proprie dichiarazioni, reiteratamente rese con estrema chiarezza, il grave quadro accusatorio già delineato a carico del Noli dalla Procura della Repubblica di Genova e dai militari dell'Arma.

Enrico Noli è stato trasferito nel carcere di Marassi.

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