Coronavirus, guardia alta anche in Liguria: la Regione attiva sindaci e medici di famiglia

Regione Liguria, Alisa e Anci si attivano per prendere contatti con i sindaci liguri e i medici di famiglia per fornire tutte le indicazioni necessarie per affrontare eventuali criticità legate al coronavirus

Nei giorni in cui il caso coronavirus è esploso anche in Italia, con due vittime (un’anziana di Casalpusterlengo, in Lombardia, e un uomo di Vo’ Euganeo, in provincia di Padova) e una cinquantina di contagi (51 stando ai numeri forniti nel primo pomeriggio di sabato), la Regione sta predisponendo una lettera da inviare ai sindaci di tutti i Comuni liguri per affrontare potenziali situazioni a rischio.

«Siamo in contatto con Anci - spiega l’assessore alla Sanità, Sonia Viale - per fornire a tutti i nostri sindaci le indicazioni su come affrontare eventuali criticità legate all’emergenza coronavirus. Anche con i medici di medicina generale si sono attivate delle modalità operative, d’accordo con le loro rappresentanze. Nel frattempo consigliamo a tutti i cittadini di attenersi alle raccomandazioni del ministero che si trovano anche sul sito e sui canali social di Regione Liguria. Finalmente anche a livello nazionale la misura della quarantena volontaria è stata estesa anche agli adulti che rientrino dalla Cina, così come richiesto dalla Liguria in sede di Conferenza delle Regioni. E questa è la raccomandazione che rivolgiamo a chiunque rientri da quel paese. Serve la massima prudenza per evitare il rischio di contagi. 

Coronavirus: 36 ragazzi in isolamento a Levanto

La procedura della quarantena volontaria era stata già seguita dal cittadino sanremese sbarcato nei giorni scorsi dalla nave da crociera Westerdam,  su cui era stato registrato un caso di coronavirus, mentre sabato mattina un gruppo di 36 giovani sbandieratori appartenenti al “Gruppo storico borgo e valle città di Levanto”, insieme a 8 accompagnatori residenti nell’area di Levanto,  nello spezzino, sono stati invitati a restare in isolamento per i prossimi giorni dopo avere partecipato il 16 febbraio a una manifestazione cittadina a Codogno, città in cui risiede il 38enne ricoverato in terapia intensiva in condizioni gravissime per contagio da coronavirus. 

Sempre sabato mattina, un uomo di circa 30 anni residente a Diano Marina è stato trasferito al reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Sanremo per accertamenti dovuti alla presenza di uno stato febbrile e alcuni sintomi respiratori imputati, dopo gli esami, a una forma influenzale. L’uomo era rientrato dalla Cina circa 18 giorni fa, e sabato mattina ha allertato il 112 che ha attivato il protocollo d’intervento in forma preventiva, sebbene fossero trascorsi oltre 14 giorni. Nei giorni scorsi sono stati inoltre sottoposti a controllo (ed è anche qui stato escluso il contagio) una famiglia di nazionalità cinese in isolamento domiciliare e sotto sorveglianza dal 16 febbraio dopo il rientro dalla Cina, e un altro cittadino di nazionalità cinese arrivato al Galliera con sintomi preoccupanti.

«In ogni caso - ha concluso Viale - per qualsiasi situazione di dubbio o potenziale pericolo, l’invito è di non recarsi in Pronto soccorso, ma telefonare al numero unico europeo 112 per la presa in carico di ogni singolo caso».

Il governatore ligure, Giovanni Toti, ha annunciato che domenica mattina è stata convocata una riunione in Prefettura: «Ci riuniremo con Prefettura, Protezione civile e autorità sanitarie per tenere ancora più strettamente sotto controllo la situazione, visto quello che si sta verificando nelle regioni a noi vicine. Ribadisco che al momento non si registrano casi in Liguria».

Coronavirus e quarantena, nuova ordinanza del ministero della Salute


Dal Ministero della Salute, intanto, visto l’evolversi della situazione in Italia, è arrivata una nuova ordinanza che predispone l’obbligo di quarantena per 14 giorni a chiunque abba avuto contatti stretti con casi confermati del Covid-19.

L’ordinanza predispone, inoltre, l’obbligo per tutti gli individui che, negli ultimi quattordici giorni, abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina  interessate  dall'epidemia, come identificate  dall'Organizzazione mondiale della sanità, di comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria territorialmente competente. 

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«Acquisita la comunicazione  - conclude l’ordinanza - l'Autorità sanitaria territorialmente competente provvederà all'adozione  della misura della  permanenza  domiciliare  fiduciaria  con  sorveglianza attiva ovvero,  in  presenza  di  condizione  ostative, di misure alternative di efficacia equivalente».

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